Raffaela Deidda con le piccole Letizia e Linda[/caption]
“Nella mia vita - aggiunge la dipendente di Poste Italiane - ho sempre coltivato il desiderio di avere una famiglia e dei bambini unitamente ad una vita professionale ambiziosa ed appagante. Ho realizzato tutto questo con impegno, organizzazione, il supporto di mio marito, l'aiuto prezioso dei nonni, il sostegno dell’azienda per cui lavoro e tanto amore per le mie bambine: quell'amore che ti dà la forza di alzarti alle sei del mattino andare al lavoro dopo aver passato la notte a cullare la tua bambina che non voleva altro che il tuo contatto e che ti fa sorridere anche quando trovi quella pappa preparata con tanta cura cosparsa sul pavimento e sui tuoi capelli!”
“Le mie gravidanze - ammette la direttrice - non sono state semplici: non sono stata bene e l’azienda mi ha dato la possibilità di stare a casa, e ancora oggi mi è possibile assentarmi, se necessario, quando la mia famiglia ha bisogno di me. Reputo questi dei privilegi assolutamente non scontati, se diamo uno sguardo alla società in cui viviamo. Dopo la nascita delle mie figlie ho deciso di rientrare al compimento del loro sesto mese e anche in quell'occasione, grazie all’attenzione da parte dell’azienda, il rientro è stato graduale, solo per poche ore al giorno, sino al loro primo anno di età. Riprendere la quotidianità lavorativa mi ha aiutata mentalmente ad affrontare al meglio la vivacità e l'instancabilità delle mie bimbe: adesso sono una mamma e una direttrice fiera di quanto fatto sinora, orgogliosa delle mie due figlie, gratificata dell'azienda per cui lavoro e pronta a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno nel mio futuro professionale.”
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