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Focus sul mercato immobiliare della città di Cagliari

Presentato a Cagliari il “sentiment sul mercato immobiliare del Sud Sardegna”: i dati ufficiali confermano un aumento delle transazioni

Venerdì 10 luglio, nella sede di Confcommercio Sud Sardegna, è stato presentato il focus Fimaa Confcommercio Sud Sardegna sul mercato immobiliare della città di Cagliari. Durante la conferenza stampa, il presidente Marco Mainas ha confermato come “i dati ufficiali siano in linea con quanto previsto dagli agenti immobiliari Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, cioè un aumento delle transazioni per circa l’8%, e un leggero incremento dei valori a metro quadro, soprattutto riferito ad alcune zone della città”.La provincia di Cagliari si conferma leader delle compravendite con 7859 transazioni; la città di Cagliari ha registrato il numero più alto arrivando a 1922 operazioni, che rappresentano il 24% del totale.In Sardegna, le transazioni sono state 18820, in crescita rispetto al 2024.Le classi dimensionali degli immobili danno ulteriori indicazioni. Nella provincia di Cagliari, per superfici inferiori ai 50 mq sono state registrate 565 transizioni; la maggiore richiesta è riferita ad appartamenti con una superficie compresa tra 55-85 mq, con 2398 operazioni. Tiene il mercato degli appartamenti con superficie >145 mq, dove sono stati registrati 1764 acquisti. Questa tipologia viene solitamente frazionata e divisa in immobili più accessibili anche per la compravendita.I prezzi medi, al metro quadro, variano a seconda della località, ma ormai tutto il territorio della Sardegna è apprezzate dagli investitori. La forbice va dai 486 Euro della Marmilla, ai 1992 Euro del Sarrabus, soprattutto nelle località costiere. La città di Cagliari si attesta con un valore medio di 1928 Euro al metro quadro.In città le quotazioni del 1° semestre 2026 e sentiment FIMAA, parlano di una oscillazione tra 2550+3420 per le zone di pregio; 2100-3000 nelle zone centrali; 1520-2240 in periferia. Va anche precisato come alcune transazioni, siano state chiuse con prezzi vicino ai 4000 euro a metro quadro. Questi valori sono considerati stabili dal 72.2% degli operatori.I tempi di vendita per circa il 55% dei casi oscillano tra 3 e 6 mesi; solo nel 16.7% dei casi, si deve aspettare un anno per vendere l’immobile. Come precisato dal presidente Marco Mainas: “la criticità è nell’offerta: gli immobili di qualità, con buona efficienza energetica e collocati con prezzi coerenti con il mercato, trovano rapidamente un acquirente. La dove sono necessari importanti interventi di manutenzione le difficoltà, logicamente, aumentano”.Un ultimo dato: il 66.7% degli agenti intervistati ha confermato come grandi eventi di carattere internazionale, l’ultimo in ordine di tempo è stata l’Amerca’s Cup, potrebbe suscitare interesse sugli investitori internazionali, con ricadute positive sul mercato immobiliare cagliaritano. ...

Decreto Bollette 2026: risparmi fino al 20% per le imprese sarde

Per Marco Mainas “Il decreto alleggerisce la sofferenza delle aziende, ma nell’Isola l’energia continua a costare più che altrove”

Riassunto: Per Marco Mainas, presidente di Confcommercio Sud Sardegna “Il decreto alleggerisce la sofferenza delle aziende, ma nell’Isola l’energia continua a costare più che altrove”Bollette più leggere per le imprese, ma con un ostacolo che in Sardegna continua a fare la differenza: l’insularità. È questo il messaggio emerso dal convegno “Governare il cambiamento: guida al Decreto Bollette 2026”, organizzato da Confcommercio Sud Sardegna nella sede di via Santa Gilla a Cagliari per approfondire le misure previste dal provvedimento e le ricadute sul tessuto economico locale.A rendere ancora più urgente il tema è un dato significativo: a fine 2025 i prezzi dell’energia elettrica risultavano ancora superiori del 30 per cento rispetto al 2019. Un aumento che continua a incidere sulla competitività delle imprese e sulla tenuta economica di numerosi comparti produttivi.Il Decreto Bollette punta a intervenire proprio su questo fronte, con misure che potrebbero portare a una riduzione dei costi energetici compresa tra il 16 e il 20 per cento.“Definiamolo un provvedimento che alleggerisce la sofferenza delle imprese sarde – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Marco Mainas – ma non dimentichiamoci che proprio per il problema dell’insularità in Sardegna l’energia continua a costare molto di più rispetto ad altre realtà italiane. Per questo motivo il beneficio previsto dal decreto rischia di essere ridimensionato da una condizione strutturale che le nostre imprese subiscono da anni”.“Parliamo di una delle voci di spesa più importanti per le imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura. Per chi vive e lavora in un’isola questo peso è ancora maggiore. Ridurre i costi energetici significa aumentare la competitività delle aziende, sostenere l’occupazione e creare condizioni favorevoli agli investimenti”.“Le ricadute più importanti si vedranno nel medio e lungo periodo, con effetti che diventeranno più evidenti a partire dal 2028. Già dal secondo semestre del 2026, tuttavia, imprese e famiglie potranno iniziare a percepire i primi benefici”.Mainas ha infine sottolineato la necessità di una strategia condivisa per affrontare una questione che riguarda l’intero sistema economico regionale. “Accogliamo positivamente il richiamo all’unità e alla collaborazione tra tutte le associazioni di categoria. È fondamentale far convergere idee, proposte ed esperienze per portare al Governo regionale e nazionale una visione comune e soluzioni concrete per il futuro energetico dell’Isola. Sul tema dell’energia la Sardegna deve presentarsi compatta, perché dalla capacità di ridurre questo divario dipende una parte importante della competitività delle nostre imprese”.Al convegno sono intervenuti Marco Mainas, presidente di Confcommercio Sud Sardegna; Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sud Sardegna; Elisa Stellato, referente delle Politiche energe ...

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