Guspini: Gabriele Atzei, “un creativo globale”


Dopo diverse esperienze lavorative all’estero ha scelto di investire nella propria terra. Ora il suo obiettivo è crescere
Guspini: Gabriele Atzei, “un creativo globale”

Secondo il Cnel, tra il 2011 e il 2024 circa 630 mila giovani italiani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese, verso capitali europee e non, spinti dal desiderio di nuove opportunità, condizioni economiche migliori e percorsi di carriera più rapidi, per un valore attribuito al capitale umano formato in uscita di 159,5 miliardi di euro.

In un’epoca in cui, come mostrano questi numeri, l’emigrazione giovanile continua a svuotare interi territori, esistono storie che percorrono la direzione opposta. Storie meno raccontate, ma altrettanto significative. Quelle di chi, dopo essersi confrontato e messo in discussione, aver acquisito elevate competenze in giro per il mondo, decide di tornare a casa. Non si tratta di un semplice rientro, ma di una scelta consapevole. Portare nella propria terra il bagaglio di esperienze internazionali, metodi di lavoro innovativi e una mentalità più aperta da investire nel proprio territorio in un progetto capace di generare valore.

Questa è la storia di uno di loro, Gabriele Atzei, un giovane professionista che, dopo aver maturato esperienze in diversi Paesi e in contesti lavorativi internazionali, ha scelto di rientrare a Guspini, dove ha lanciato Stonefish, un’azienda di grafica pubblicitaria & merchandising.

Come inizia Il percorso formativo?

«Dopo aver studiato grafica all’ Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma sono rientrato in Sardegna dove ho iniziato a lavorare in una tipografia del Medio Campidano. Ho lavorato come grafico freelance per diversi anni. Un passaggio fondamentale, che mi ha permesso di consolidare competenze tecniche e di comprendere da vicino il ritmo della produzione grafica. Parallelamente prendevano il via una serie di collaborazioni con realtà diverse che mi hanno consentito di affinare lo stile personale».

Le esperienze in giro per il mondo

«Il 2016 segna la svolta: un incarico come grafico a New Delhi, nel cuore dell’India creativa e in piena espansione. Un’esperienza straordinaria che amplia il mio sguardo, introduce nuovi linguaggi visivi e rafforza la capacità di lavorare in contesti multiculturali. Dall’India all’Inghilterra. È nel 2020, a Londra, una delle capitali mondiali della moda che prende forma un progetto che unisce grafica, identità visiva e cultura metropolitana, un brand streetwear concepito e lanciato nella city londinese. Un laboratorio di idee che diventa anche un banco di prova imprenditoriale, dove sperimentare strategie di comunicazione, produzione e distribuzione».

Come è stato il rientro in Sardegna?

«Dopo anni in giro per il globo, il rientro in Sardegna, devo ammetterlo, non è stato semplice. Non ero più abituato ai ritmi di un paese. Mi ci è voluto del tempo per riadattarmi, per ritrovare un equilibrio e per trasformare l’esperienza accumulata in un nuovo progetto. Ma la determinazione non manca. È proprio in questa fase che nasce l’idea di uno spazio creativo integrato, capace di offrire: design grafico, stampa professionale, ricamo, incisione laser, stampa 3D. Tutto questo è Stonefish. Tutto in un unico luogo, senza costringere il cliente a rivolgersi a fornitori diversi. Una visione che richiede organizzazione, investimenti e una forte capacità di coordinamento, ma che risponde a un’esigenza reale del mercato che chiede di semplificare i processi e garantire qualità costante».

Perché Stonefish?

«Ho scelto il nome Stonefish, che significa “Pesce pietra”, perché il suo pattern mimetico gli permette di confondersi perfettamente nel suo habitat naturale, e dal punto di vista grafico l’ho trovato particolarmente interessante».

Uno sguardo al futuro?

«L’obiettivo ora è crescere. Espandere i servizi, alzare ulteriormente il livello qualitativo, consolidare una rete di clienti e collaborazioni. Mi piacerebbe ampliare il progetto e migliorare sempre di più ciò che offro. Una prospettiva che unisce ambizione e concretezza, frutto di un percorso che ha attraversato continenti, culture e linguaggi visivi».

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