La funzione dei buoi nella civiltà contadina tradizionale
Valido aiuto nella tradizione. Sono stati indispensabili nel lavoro agricolo del passato, ormai oggi hanno solo una funzione coreografica
Leggi di piùValido aiuto nella tradizione. Sono stati indispensabili nel lavoro agricolo del passato, ormai oggi hanno solo una funzione coreografica
Leggi di piùCome sempre, sono tante le notizie che trovate nella Gazzetta del Medio Campidano, che torna in edicola con l’edizione numero 17 del 15 ottobre
Leggi di piùIl film rientra nella terza rassegna “Sguardi d’attualità sul grande schermo”, che inizia domani, organizzata dall’ Associazione Semm
Leggi di piùSono ripresi a metà settembre i lavori per l’ampliamento della rete in fibra ottica a Sanluri che interessano 130 strade
Leggi di piùLa storia del farmacista Pio Piras, fondatore della prima sezione socialista di Guspini, e primo socialista a diventare sindaco del paese nel 1907
Leggi di piùAl Castello di Sanluri il primo appuntamento del progetto promosso da Fondazione Umanitaria Sardegna. Mercoledì 14 ottobre la prima proiezione
Leggi di piùDalla storica sede del Medio Campidano alla nuova struttura nel capoluogo sardo: una storia familiare di crescita, innovazione e investimenti nel territorio
Leggi di piùLa manifestazione di sempre più valenza regionale giunta alla 5^ edizione è stata organizzata dall’Atletica Maracalagonis in collaborazione della Fidal
Leggi di piùLa scrittrice, cresciuta a Sant’Antioco, da quindici anni vive a Serrenti, nel Medio Campidano, dove ha trovato l’amore.
Leggi di piùOtto nuove mostre entrano nel museo fotografico a cielo aperto, inaugurate il 9 e 10 ottobre. La XVI edizione è proseguita oggi con diverse manifestazioni
Leggi di piùAll’elaborazione del testo di “Nel deserto nascono i gigli - storie di giustizia riparativa” hanno collaborato Federica Brunelli e Giampaolo Cassitta
Leggi di piùDialogheranno con gli autori Gianni Pinna e Caterina Perra, l'ex procuratore Anna Cau, lo scrittore Giampaolo Cassitta e Annina Sardara
Leggi di piùSono stati completati gli interventi di ammodernamento e di ristrutturazione. La sede è stata rinnovata con soluzioni a basso impatto ambientale
Leggi di piùDue giorni all’insegna della promozione della pratica sportiva, organizzata dall’assessorato allo sport e dall’Accademia Boxe città di Guspini
Leggi di piùUna tradizione molto sentita dai bosani è quella della festa in onore di Santa Maria Stella Maris, durante la quale vengono serviti anguille e muggini,
La Sardegna è ricca di storia, di tradizioni con origini molto antiche che si perdono nella notte dei tempi e di luoghi molto belli come per esempio Bosa, in provincia di Oristano. Il paese è accarezzato dalle acque dal fiume Temo, l’unico fiume navigabile in Sardegna per circa sei chilometri. Nel territorio di Bosa e zone limitrofe, risultano insediamenti di età preistorica e protostorica come comprovano le grotticelle funerarie mono o bicellulari individuate in parecchie zone che abbracciano la cittadina, così come le tante, domus de jana, testimoniano una presenza umana riconducibile all’età del rame. Mentre le due costruzioni edificate a forma di torre tronco-conica, costruite con pietre sedimentarie o eruttive sono da ricondurre all’era del bronzo e a quella nuragica. Durante la permanenza dei romani nell’Isola, Bosa venne trasformata, molto probabilmente nei primi cento anni del secolo, in una amministrazione comunale con un proprio ordine di decurioni (così chiamati perché nel consiglio entrava un decimo dei coloni e ogni membro era il capo di una decuria di coloni) e una corporazione di quattro magistrati elettivi. Le vicende storiche di Bosa sono veramente significative e di rilievo, a partire dalla presenza romana, così come il successivo periodo bizantino e medievale con le irruzioni arabe. Bosa e la Planargia si confermano centri importanti anche durante il regno degli Aragonesi e degli Asburgo, in particolare il porto nel 1500 diventa strategico per tutta la Sardegna. Successivamente quest’area vive alterne fortune, nonostante la peste che nella prima parte del 1700 colpisce duramente Bosa, che ritrova poi nuova vitalità commerciale nel 1800, soprattutto per gli scambi con la Liguria e la Francia, sino a diventare magazzino delle merci della zona. A fine 1800 nasce l’industria lattiero casearia. Dal 1900 ai primi anni 70 la popolazione bosana arriva pressappoco a 8.630 abitanti. Agli inizi del 2000, si registra un calo demografico, infatti la popolazione scende intorno a 7.935 abitanti e dal 2001 al 2017 secondo i dati Istat la popolazione si stabilisce intorno ai 7.930 abitanti. Nel 2005, a seguito del cambiamento della riforma dei distretti provinciali, Bosa passa dalla Provincia di Nuoro a quella di Oristano. Bosa però, non è conosciuta solo per la storia, ma anche per i luoghi di bellezze naturali, luoghi selvaggi dove il verde, i fiori, gli alberi, gli uccelli e le piccole spiagge di sabbia si confondono con le rocce che abbracciano il mare, proponendo un incantevole scenario come la tavolozza di un pittore che dipinge un quadro a cielo aperto. Bosa è famosa anche per la lavorazione dell’argento, dell’oro e delle pietre preziose, tecnica in uso già dal tempo dei fenici, mentre per la lavorazione a filigrana furono gli spagnoli ad introdurne il metodo, oggi la manifattura dell’arte tradizionale del gioiello sardo è il fiore all’occhiello bosano, invece la lavorazione del corallo fu ...
Leggi di piùTroppi fondi all’emergenza, poca prevenzione. Servono decisioni immediate, investimenti mirati e una strategia permanente di prevenzione
Leggi di piùEspone in una galleria, o meglio un’hub culturale, di arte contemporanea dove l’arte viene concepita, pianificata e poi esposta
Leggi di piùNella chiesa parrocchiale Santa barbara, nella parte sinistra dell’abside, è rappresentata “L’Ultima Cena” eseguita da un prigioniero austro-ungarico della prima guerra mondiale
Leggi di piùOgni volta che i residenti svoltano dalla strada provinciale verso via Colombo rischiano di essere tamponati, per cui chiedono dissuasori di velocità
Leggi di piùSu iniziativa della Fondazione Giuseppe Dessì incontreranno gli studenti e inizieranno il loro percorso verso il Nobel per la pace 2027
Bassam Aramin e Rami Elhanan, entrambi segnati dalla perdita delle proprie figlie, saranno in Sardegna il 13 e 14 ottobre per incontrare gli studenti e iniziare il loro percorso verso il Nobel per la pace 2027. Un padre palestinese e un padre israeliano, accomunati dalla perdita delle proprie figlie, hanno scelto di non lasciare che il dolore si trasformasse in odio. Abir, la figlia di Bassam, aveva 10 anni quando, nel gennaio 2007, fu colpita alla testa da un proiettile di gomma sparato da un agente della polizia di frontiera israeliana, nei pressi della sua scuola in Cisgiordania. Morì due giorni dopo. Smadar, la figlia di Rami, aveva 14 anni quando, nel settembre 1997, rimase uccisa in un attentato suicida palestinese nel centro di Gerusalemme, mentre faceva acquisti con un’amica. Bassam e Rami hanno storie diverse, ma condividono una scelta estremamente difficile: riconoscersi nell’umanità dell’altro e impegnarsi per la pace, nonostante le enormi ferite lasciate dal conflitto.È da questa scelta che è nato “Venti di pace”, il progetto promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì che partirà da Villacidro martedì 13 ottobre. Un viaggio che inizia dal Medio Campidano e proseguirà in altre regioni italiane, con appuntamenti in Piemonte e Toscana.Il loro arrivo in Sardegna è stato tutt’altro che semplice. Già in primavera, infatti, l’intensificarsi del conflitto aveva costretto a rinviare gli incontri. Per Bassam Aramin, che vive in Cisgiordania, ottenere il visto e riuscire a lasciare il proprio territorio è stata un’impresa.Dopo mesi di attesa, però, il viaggio può finalmente cominciare. Due storie unite dalla scelta di non lasciare che il dolore e la rabbia abbiano l’ultima parola. “Venti di pace” porta un messaggio semplice, ma difficile da mettere in pratica: anche di fronte a una perdita irreparabile, è possibile scegliere di non cedere all’odio.È questa la testimonianza che la Fondazione Giuseppe Dessì e le altre realtà coinvolte porteranno nelle scuole e all’università. Un progetto che, partendo dalla Sardegna, vuole contribuire a mantenere aperto uno spazio di dialogo, anche quando sembra difficile immaginarlo.Il progetto, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Giuseppe Dessì, Genti Arrubia e una rete di istituzioni, associazioni e realtà culturali del territorio. Tra i partner anche il Comune di Quartu Sant’Elena, l’Università degli Studi di Cagliari, attraverso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, la Fondazione Faustino Onnis e l’associazione Il Crogiuolo. Una rete che unisce competenze ed esperienze diverse per promuovere la testimonianza dei due padri nei luoghi della formazione e della cultura, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.“La collaborazione tra enti culturali del territorio è fondamentale per realizzare progetti condivisi e costruire occasioni di crescita per la comunità, a partire dalle più giovan ...
Leggi di piùNon solo un maquillage, ma una necessità a salvaguardia della salute e dell’igiene pubblica, le erbacce sono ricettacolo di insetti infestanti
Leggi di piùIl miglioramento delle condizioni economiche, l’acquisto delle prime auto e la presenza di due tassisti in paese nel 1956 fu smantellata la linea ferroviaria
Leggi di piùA Guspini, alla fonte Sa Tella, un gesto semplice, ma dal grande valore umano, che ci ricorda quanto siano importanti il rispetto, l'onestà e l'attenzione verso gli altri.
Leggi di piùsabato 10 ottobre, alle 17, verrà presentato “Frammenti di identità” Anna Coleman Ladd, Restituire i volti , restituire vite
Leggi di più