Guspini: riposizionato il defibrillatore in via Torino

Dopo il periodo di assenza dovuto all'intervento di manutenzione, il Dae è stato messo a disposizione nella teca di via Torino

Terminato il periodo di assenza dovuto all'intervento di manutenzione, il "Defibrillatore Automatico Esterno" (Dae) di via Torino è stato riposizionato nella sua teca ed è nuovamente disponibile all'utilizzo in caso di emergenza. ...

Sei mesi in Argentina: il viaggio di Amanda tra scuola, famiglia

Amanda Cirronis, studentessa dell’Istituto Buonarroti di Guspini, è partita nell’agosto 2025 grazie a Intercultura e ha trascorso sei mesi in Argentina

Da Guspini all’Argentina, a migliaia di chilometri da casa, per vivere un’esperienza destinata a lasciare il segno. Amanda Cirronis, studentessa dell’Istituto Buonarroti di Guspini, è partita nell’agosto 2025 grazie a Intercultura e ha trascorso sei mesi in Argentina, rientrando in Italia nel gennaio 2026. Un periodo lontano dalla famiglia e dalle proprie abitudini, ma ricco di incontri, scoperte e nuove consapevolezze.Amanda, cosa hai provato nel momento in cui sei salita sull’aereo per l’Argentina?«Nel momento in cui stavo salendo nel primo aereo per lasciare l'Italia ho provato una sensazione nuova, ero felice di dover vivere nuovi mesi in un Paese nuovo ma nello stesso tempo non realizzavo che stessi lasciando lontano le persone a cui tenevo».Lasciavi Guspini, la tua famiglia, gli amici e la tua quotidianità per affrontare sei mesi dall’altra parte del mondo. Qual è stata la sensazione prevalente: entusiasmo, paura, curiosità o un po’ di tutto insieme?«La prima sensazione è stata entusiasmo, perché non capita a tutti di poter partire a 16 anni dall'altra parte del mondo, lasciando tutti gli amici e la famiglia qua in Italia. Anche a Roma durante la formazione ero davvero felice perché stavo per partire e affrontare una nuova vita».Qual è stato il primo impatto con l’Argentina?«Il primo impatto con l'Argentina appena arrivata era un senso di stranezza, per le persone nuove, per la lingua e per i nuovi paesaggi».Quando sei arrivata, ti sei trovata improvvisamente immersa in una nuova lingua, una nuova cultura e nuove persone. Qual è stata la prima cosa che ti ha fatto pensare: “Sono davvero in Argentina”?«La prima cosa che mi ha fatto pensare di essere in Argentina è stata la lingua, veder parlare nuove persone in una lingua a me sconosciuta mi ha fatto capire di essere nel Paese che stavo desiderando di vedere da mesi. Non è stato semplice i primi giorni capire quando parlavano ma è anche questa la sfida dell'esperienza».La scuola è stata una parte importante della tua esperienza. Cosa cambia rispetto all’Italia?«Rispetto all'Italia ho visto che le classi erano molto numerose e questo mi ha aiutato moltissimo soprattutto per imparare lo spagnolo e integrarmi con i compagni. Una cosa che ho notato e che mi è piaciuta sono state le pause di 15 minuti ad ogni ora, in cui potevamo uscire dalla classe. La cosa più bella e che mi ha sorpreso dal primo giorno è stato l'IZADO DE LA BANDERA, in cui gli studenti di tutte le classi escono in cortile, si mettono in fila e mentre si canta l'inno nazionale si alza per prima la bandiera della provincia e dopo quella della nazione».Com’è la scuola argentina rispetto a quella che frequentavi al Buonarroti? Ci sono differenze nel modo di fare lezione, nel rapporto con gli insegnanti, nell’organizzazione delle giornate e soprattutto nel rapporto tra gli studenti?«C'erano varie differenze e una di quelle era l'orario scolastico, c'erano giorni in cui si face ...

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