Nel Medio Campidano si annuncia un’ottima annata per la produzione del miele


Nel Medio Campidano, ormai diventato un deserto industriale con pochissime fabbriche aperte, l’apicultura ha grandi potenzialità come sottolinea Gabriele Virdis, della segreteria territoriale della Cgil Sardegna Sud Occidentale
Nel Medio Campidano si annuncia un’ottima annata per la produzione del miele

 

Dopo tanti anni di siccità, di cambiamenti climatici improvvisi, le ultime piogge sono state un toccasana per il mondo dell’agricoltura e anche la produzione di miele nel Medio Campidano si annuncia molto positiva dopo gli ultimi anni in cui c’è stato un calo dell’oro giallo, che in Sardegna raggiunge alti livelli di qualità.

È fiducioso Giorgio Saba di Gonnosfanadiga, che da 22 anni lavora nel settore dell’apicoltura: «La stagione sta iniziando bene. Ho circa 300 alveari e pratico il nomadismo con le api. La siccità non ci ha aiutato negli ultimi anni c in cui si è registrato un calo di produzione di almeno il 15 per cento. Ora speriamo nella produzione di miele visto che sono arrivate le piogge come non succedeva da tempo».

Maura Mascia

Così dopo anni di siccità si annuncia una ripresa della produzione come evidenzia Maura Mascia di San Gavino, che alcuni anni fa ha ricevuto il primo premio (le tre gocce d’oro) per il suo miele di eucaliptus nella fiera di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna: «Quest’ano è arrivata tanta acqua e la fioritura potrebbe essere buona. Molto meglio rispetto agli anni scorsi in cui a causa della scarsa pioggia la fioritura è arrivata in anticipo a causa delle temperature primaverili in pieno inverno e poi con l’arrivo improvviso del freddo. Le mie api, che chiamo le “mie bambine” sono nomati e le porto da San Gavino a Donori. Ho 15 arnie e, dopo la parentesi del periodo del Covid, abbiamo ripreso con le sagre e le fiere».

sandra Pascalis

Rimane più cauta Sandra Pascalis di San Gavino, che da anni porta avanti un’azienda agricola di famiglia nelle campagne del paese. ‘Al momento è ancora presto per fare la stima del raccolto. Le api non sono ancora entrate in produzione e ora arriva il periodo in cui si preparano alla sciamatura. Negli ultimi anni il crollo della produzione è dovuto ai cambiamenti climatici e alla siccità. La raccolta del miele dipende dalle fioriture: il mille fiori lo raccolgo a maggio, il cardo tra aprile e maggio, l’eucalipto tra luglio e agosto. In Sardegna purtroppo importiamo grandissime quantità di miele, che rimane un prodotto d’eccellenza’.

È fiduciosa Laura Pilloni, hobbista di Guspini: «Quest' anno, spero, sembra sia un'annata buona visto già la fioritura dell'asfodelo. Le abbondanti piogge aiutano a prolungare questa fioritura e a renderle un’ottima attrazione per le api. Quindi prevedo una produzione più ricca rispetto a questi anni passati. mi auguro che il clima sia clemente e favorevole per noi apicoltori anche per le altre produzioni che ci accompagneranno per tutto l'anno. I recenti cambiamenti climatici non ci hanno aiutato. Negli ultimi anni quando vado a visitare le arnie vedo tappeti di api morte: è un problema che associo all’uso dei pesticidi in agricoltura e che diventa sempre maggiore».

Maria Rosaria Usau

Da 12 anni porta avanti l’attività nel magico mondo delle api Maria Rosaria Usai di Guspini e l’ottimismo non manca: «La fioritura ci sarà e ci sarà un bel raccolto: le premesse sono buone. Le api devono recuperare un po’ di lavoro perché il lungo periodo di pioggia ne ha limitato l’attività. Ho 80 alveari e le mie api sono una grande passione. La mia azienda si trova non lontano da Marceddì e applico il nomadismo con le api. Spesso i trattamenti di pesticidi sono molto pericolosi come quelli che si utilizzano con gli agrumi che possono causare la moria delle api. Ho anche un laboratorio di smielatura e finalmente ci sonno segnali positivi per la produzione dopo le ultime annate che hanno risentito del caldo eccessivo e di altri cambiamenti climatici».

E nel Medio Campidano, ormai diventato un deserto industriale con pochissime fabbriche aperte, l’apicultura ha grandi potenzialità come sottolinea Gabriele Virdis, della segreteria territoriale della Cgil Sardegna Sud Occidentale: «Le piogge degli ultimi mesi aiuteranno la produzione del miele. In Sardegna abbiamo un prodotto d’eccellenza come il miele eppure ne importiamo l’80 per cento e oggi i produttori andrebbero incentivati visti i danni che hanno subito alla produzione a causa dei cambiamenti climatici, della perdurante siccità e dell’uso dei pesticidi in campagna. Nel Medio Campidano ci sono tantissimi margini di miglioramento e possibilità di investire nel settore. Il miele sardo è stato sempre utilizzato nella produzione del torrone. Le api sono il futuro della nostra terra».

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