167 anni di fede e tradizione in onore della Madonna della Salute


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>La devozione originaria alla Madonna della Salute nacque a Venezia nel 1700, ove fu eretta una chiesa in suo onore voluta dai veneziani liberati dalla peste che flagellò tutta l’Europa: il senato della città sostenne all’unanimità l’iniziativa popolare contribuendo alla realizzazione dell’edificio di culto. La venerazione alla Beata Vergine della Salute si estese prima nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma e successivamente nel 1827 nella chiesa cagliaritana di Sant’Antonio Abate, per poi approdare a Gonnosfanadiga, nel maggio del 1846, grazie a una signora del capoluogo sardo, che regalò alla chiesa di Sant’Elia (oggi parrocchia del Sacro Cuore) una effige della Beata Vergine della Salute. Nel maggio del 1849 venne celebrata la prima festa solenne, per l’occasione una statua in legno sostituì l’effige originaria. Nello stesso anno venne affidata la conservazione della festa al vice parroco don Salvatore Vacca. La principale festa dei gonnesi, giunta alla 167ª edizione, per quanto riguarda le tradizioni si è adeguata ai tempi, mentre la devozione alla Madonna è rimasta sempre uguale. Un comitato costituito da circa 200 fedeli, infatti, provvede annualmente ad organizzare la festa civile e religiosa. Il comitato 2016, guidato da Flaviana Lisci, ha suddiviso in 5 giorni la grande festa che avrà inizio il 19 maggio con il triduo in onore della Vergine, il 22 la tradizionale processione con la partecipazione della banda musicale “G. Puccini”, is Launeddas, tanti cavalieri e gruppi in costume sardo, i bambini della prima comunione di tutte e tre le parrocchie del paese il simulacro della Vergine sarà trasportato da un antico carro trainato dai buoi. Subito dopo sarà celebrata la Santa Messa dai tre parroci mentre la predica sarà tenuta da don Giorgio Lisci, parroco della parrocchia del Sacro Cuore. I festeggiamenti civili prevedono l’esibizione dei gruppo musicali Nodas (21 maggio) e “Ars Sonorum” (22 maggio). Previsti i tradizionali fuochi d’artificio, “s’arroda”. La presidente del comitato, Flaviana Lisci, afferma: «mantenere vive le tradizioni e recuperare una parte della nostra cultura è il messaggio che voglio rivolgere alle giovani generazioni, nell’intento di migliorare alcuni aspetti della vita sociale>. Francesco Zurru madonna della salute 1

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