Olimpiade invernale 2026: Milano – Cortina


di Francesco Diana
 La grande enfasi prodotta dall’annuncio riguardante la scelta di Milano-Cortina quale sede dell’Olimpiade invernale del prossimo 2026, con urla e cori di entusiasmo da parte di Personaggi con i quali siamo soliti scontrarci quotidianamente per la tutela dei nostri diritti, ha ridestato in noi i sopiti istinti fanciulleschi, che ci portavano a chiedere ai nostri cari “il perché” di fenomeni per noi incomprensibili: “perché tanta contentezza? Perché anche noi non sentiamo l’esigenza di urlare? Che cosa porta l’Olimpiade alle regioni del Nord e cosa a quelle del Sud?”. Poi, rientrando nella realtà, ci accorgiamo di non avere più da decenni il supporto dei nostri genitori, pronti a dare risposte attendibili ai nostri interrogativi, e ci rendiamo conto che saremo proprio noi a dover dare le giuste risposte a questi quesiti, che sicuramente ci saranno formulati dai nostri nipoti! In previsione di dover assolvere l’ingrato compito, cercheremo di prepararci in modo adeguato, accostando le nostre esperienze di vita vissuta alle risultanze provenienti dal vivere quotidiano, cui c’è data la possibilità di accedere. Secondo quanto pubblicato dalla “Bocconi”, il costo stimato dell’Olimpiade si aggirerebbe intorno a 1,4 miliardi di euro, di cui 400 milioni a carico del CIO. Gli italiani (Nord-Centro e Sud) dovranno quindi impegnare 900 milioni di euro di proprie risorse che, stando sempre alle proiezioni economiche ipotizzate dagli esperti, procurerebbero una ricaduta sul Pil di circa 2,3 miliardi, secondo La Sapienza, o addirittura di 3 miliardi, secondo la stessa Bocconi, con un aumento di posti di lavoro pari a 8.500 unità ed entrate fiscali superiori a 600 milioni di euro. A coronamento di quanto esposto, il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato che “Le Olimpiadi rappresentano una grande occasione di crescita sportiva, sociale ed economica, attraverso la quale avremo la possibilità di offrire il volto migliore dell’Italia. Avremo la possibilità d’incrementare il turismo, di migliorare il nostro sistema infrastrutturale, insomma di crescere meglio in modo sostenibile. Lasceremo in eredità strutture e impianti moderni e permetteremo a tanti giovani di crescere con il sogno di vincere una medaglia olimpica nella propria terra”. Sulla base di quanto premesso, cercheremo di fare le nostre considerazioni, come cittadini autenticamente italiani, partendo dalle dichiarazioni del Premier Conte. Che le Olimpiadi rappresentino una grande occasione di crescita sportiva, non vi è alcun dubbio, ma che le stesse costituiscano una base di crescita sociale ed economica anche per le regioni del centro-sud, qualche dubbio in proposito ci assale. Peraltro, trattandosi di Olimpiade invernale, la finestra aperta per il mondo non potrà che interessare le aree alpine del Nord, dove si realizzerà un consistente incremento turistico, grazie anche al miglioramento del sistema infrastrutturale, peraltro già super efficiente rispetto a quello delle altre regioni che fanno parte della stessa Italia. Per questi motivi risponderemo ai “perché” dei nostri nipoti, dicendo che possiamo sentirci onorati per la scelta operata dal CIO, ma che da ciò non ci possiamo attendere quei benefici che ci permettano “di crescere in modo sostenibile”. Ci sforzeremo di gioire anche noi in nome e per conto del superiore interesse nazionale, ma lo faremo con la speranza che un giorno, speriamo non molto lontano, qualcun altro gioisca anche per qualcosa che ci riguardi direttamente. Per quanto concerne la nostra Sardegna, quindi, col sistema infrastrutturale da “terzo mondo” che ci troviamo, non crediamo che l’Olimpiade invernale possa portare i miglioramenti economici e sociali che tutti auspichiamo. Tuttavia, come parte integrante di un’Italia che fra le sue tante bellezze, dal Tirreno alle Alpi, annovera anche Milano e Cortina, non possiamo che gioire per l’evento. Mentre lo facciamo, però, ci turba il pensiero per quanto concordato fra i partiti della maggioranza di governo, riguardante l’approvazione di un sistema regionale a “Economia Differenziata”, fortemente voluto dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia-Romagna, ossia dalle regioni più ricche d’Italia, in virtù del quale dette regioni potrebbero essere autorizzate a trattenere fino al 90% delle tasse pagate dai propri cittadini. Ergo! L’Italia intera dovrà sostenere un onere stimato in un miliardo di euro circa, mentre le tasse pagate dai cittadini di dette regioni, che grazie agli investimenti statali potranno beneficiare della maggior parte degli introiti, potranno essere trattenute per circa il 90% dalle stesse regioni. Presidente Mattarella, che oggi gioisce con tutti noi per la manifestazione assegnata alla Sua e nostra Italia, ci pensi Lei, per cortesia!  

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