Dopo nove anni dall'uscita di Toy Story 3 – La grande fuga e passati più di vent'anni dall'uscita del primo capitolo nel 1995 (in Italia nel 1996), torna sui grandi schermi il quarto lungometraggio del capolavoro Pixar, questa volta diretto da Josh Cooley. Non è di certo impresa facile creare dei sequel che siano all'altezza del primo film, specialmente se si tratta di Toy Story, una storia che ha appassionato per anni grandi e piccoli e verso cui si nutrono grandi aspettative. In questo caso, si può dire che la Disney abbia fatto centro, seppur niente eguaglierà il primo epico Toy Story – Il mondo dei giocattoli, tra l'altro il primo film in assoluto sviluppato completamente in computer grafica. Nel terzo capitolo abbiamo visto Andy, ormai cresciuto e in procinto di andare al college, regalare i suoi amati giocattoli a una bambina di nome Bonnie. Il film ci catapulta inizialmente nove anni prima dell'evento e ci mostra come la pastorella Bo Peep, giocattolo della sorellina di Andy, viene ceduta insieme alle sue tre pecore: ormai la piccola non ne ha più bisogno. Lo sceriffo Woody, sempre pronto in difesa degli altri giocattoli e leale verso il suo bambino, tenta di impedire che ciò accada, ma Bo capisce che è il suo momento di andare ed è così che le loro strade si separano. La familiare sigla, "You've got a friend in me", "Tu hai un amico in me", cantata nella versione italiana da Riccardo Cocciante, ci accoglie subito nel mondo di Toy Story e contribuisce a creare un ambiente familiare per gli amanti della saga cinematografica. Dopodiché troviamo gli ex-giocattoli di Andy mentre fanno i conti con la loro nuova vita insieme alla piccola Bonnie. Lo sceriffo Woody, dopo anni di amicizia con il suo bambino, viene gradualmente messo da parte, ormai lasciato nell'armadio fin troppe volte dalla bambina che preferisce dedicarsi ad altri giocattoli. Rimanendo comunque protettivo e leale verso Bonnie, Woody decide di accompagnarla nel suo primo giorno all'asilo, nascondendosi nel suo zainetto, per sostenerla in questo giorno difficile. È in questa occasione che, grazie anche al supporto del cowboy, Bonnie crea un nuovo amico: Forky. Si tratta perlopiù di una forchetta ripescata dalla spazzatura e composta con altri rifiuti: un personaggio piuttosto buffo, reso subito simpatico nella versione italiana dalla inconfondibile voce di Luca Laurenti. Convincente anche la nuova voce di Woody, appartenente a Angelo Maggi, che deve affrontare una bella dose di aspettativa da parte del pubblico, il quale ha dovuto dire tristemente addio alla storica voce del cowboy, quella di Fabrizio Frizzi, deceduto nel marzo del 2018 e a cui è dedicato un pensiero nei titoli di coda del film italiano. Una volta tornati a casa, inizia una vera sfida per Woody, che cerca in ogni modo di difendere Forky, a cui la piccola Bonnie è già da subito legatissima. C'è un solo problema: il nuovo arrivato è convinto comprensibilmente di appartenere alla spazzatura e di non essere un giocattolo. Quando la famiglia della bimba decide di intraprendere un viaggio in camper, inizia la vera sfida. Woody, irremovibile, cerca di coinvolgere Forky nella loro vita da giocattoli, in un'avventura per la strada e in location dapprima estranee ai capitoli di Toy Story. Tornano anche vecchi giocattoli come lo space ranger Buzz Lightyear, la cowgirl Jessie, il tirannosauro Rex che, seppure abbiano un ruolo secondario in questo capitolo, fanno sentire indubbiamente la loro presenza. Tutti i riflettori sono puntati su Woody che, in seguito allo smarrimento di Forky, si allontana coraggiosamente dal gruppo per recuperarlo e riportarlo alla sua bambina. In questa missione di recupero, Woody incontra una vecchia conoscenza. Fanno la loro comparsa brillanti antagonisti, come le terrificanti marionette, che contribuiscono a dare alla pellicola un tono pauroso ma allo stesso tempo esilarante, e altri nuovi giocattoli. In questo capitolo viene trattato in maniera più evidente l'aspetto amoroso, oltre a temi come la lealtà, l'amicizia, il coraggio di mettersi in gioco e, quando necessario, di farsi da parte. La storia d'amore inserita, seppur tangibile, non è mai stucchevole e non rovina l'atmosfera di spensieratezza e le divertenti gag che contraddistinguono Toy Story. Se non altro, l'incontro di Woody ci fa capire subito una cosa: in questa storia, lo sceriffo si troverà di fronte a un'ardua scelta, in un finale che potrebbe riuscire a strappare qualche lacrima agli spettatori.
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