A Guspini è cambiato il vento


Una nuova stagione della politica guspinese è cominciata. Cronistoria critica delle elezioni comunali
A Guspini è cambiato il vento

Alle 15 di lunedì 8 giugno 2026 si chiudono le operazioni di voto nelle 14 sezioni dove i guspinesi potevano votare per il nuovo sindaco e i 16 membri del consiglio comunale. Si conclude così la consultazione elettorale che ha visto quasi seimila cittadini - il 58% degli aventi diritto, contro il 45% delle comunali del 2020 - recarsi alle urne dopo un mese di campagna elettorale. Non è cresciuta soltanto la partecipazione: è cresciuto l'engagement, l'interesse, la tensione civile della comunità. L'esito del voto non era mai stato così incerto a Guspini.

Esaurite le formalità di rito, i presidenti di seggio danno avvio allo scrutinio dei voti. Segretari e scrutatori si predispongono al lavoro. È l'ultimo passaggio della maratona elettorale iniziata l'8 maggio con la presentazione delle tre liste: Alleanza per la Sinistra Guspinese, Centrosinistra per Guspini, e Impari. I rappresentanti di lista nei seggi si preparano allo spoglio. Alle 15,30, scrutinate 650 schede, l’Alleanza per la Sinistra - candidato sindaco Marco Pala - è in vantaggio sulle altre. Lo sarà ancora alle 16,00, quando le schede scrutinate salgono a 2000: Pala è avanti in tutte le sezioni cittadine. Nel frattempo, lo spoglio è terminato a Sa Zeppara, dove l'Alleanza per la Sinistra è la lista più votata, e Montevecchio, dove prevale invece il Centrosinistra. Storicamente, le frazioni anticipano l'andamento del voto. Eppure, nonostante Pala consolidi il vantaggio, la cautela si impone. I rappresentanti di lista continuano a comunicare freneticamente i dati. Dissimulano la soddisfazione, quelli dell'Alleanza; sono increduli, invece, quelli del Centrosinistra, per lo svantaggio crescente e inatteso; delusi, infine, quelli di Impari. Col passare dei minuti il vantaggio dell'Alleanza si consolida. Alle 17,07 il divario è ampio: su quasi 4000 schede scrutinate, Pala precede il sindaco uscente di 620 voti. Un'enormità. Ma la prudenza è d'obbligo. Alle 17,44 il vantaggio è ancora di oltre 600 voti.

Alle 18, all'arrivo nella sede che l'Alleanza per la Sinistra Guspinese si è data in viale Libertà, il dato è ormai certo e acquisito. Federico Pilloni ha costruito un sito intranet dove raccogliere i dati che arrivano dai seggi, e seguire il risultato in tempo reale. Il suo computer non mente: l'Alleanza per la Sinistra Guspinese di Marco Pala precede col 43,96% dei voti (2567) il Centrosinistra, fermatosi al 35,87% (2097) e Impari al 20,17% (1178). Incredulità, gioia, e senso di liberazione pervadono viale Libertà. Gli ultimi dati continuano ad arrivare, ma non c'è più dubbio. Adesso si può dire. L'Alleanza per la Sinistra Guspinese - il progetto nato pochi mesi prima attorno ad Alessio Arriu, Matteo Pisu, Miriam Floris e Federico Pilloni - ha vinto le elezioni comunali. Marco Pala è eletto sindaco di Guspini.

Da sinistra: Alessio Arriu, Mirima Floris, Marco Pala, Filippo Usai, Federico Pilloni e Matteo Pisu hanno chiesto e ottenuto la fiducia dei guspinesi. (foto Archivio Sinistra Guspinese)

I protagonisti della vittoria. Per tutta la durata dello spoglio, Miriam Floris e Federico Pilloni hanno raccolto i dati che arrivavano dai seggi. Il sorriso di Miriam si fa più sereno e consapevole: per il risultato ottenuto - sarà peraltro la consigliera più votata fra gli eletti dell'Alleanza - e per la responsabilità che i guspinesi hanno affidato loro. Alessio Arriu, di fianco, sorride. Matteo Pisu, soddisfatto, abbozza anch'egli un sorriso. Filippo Usai, aggiuntosi a loro, non nasconde la soddisfazione.

Il neoeletto sindaco, intanto, riceve i primi messaggi di congratulazioni. Tra i primi, il sindaco di San Gavino Monreale, da dove Marco ha seguito lo scrutinio. Gli arrivano messaggi sempre più rassicuranti: "abbiamo vinto, sei il nuovo sindaco". Al suo arrivo in viale Libertà viene accolto con un applauso scrosciante e tanti abbracci.

Per la prima volta, un sindaco uscente, ricandidatosi, non è stato rieletto. È la prima volta che i guspinesi hanno detto no a chi chiedeva di essere confermato - peraltro dopo due mandati - forte di tutta la visibilità, delle risorse relazionali e del vantaggio che derivano dall'essere sindaco - e presidente della provincia - in carica. In più, in tanti erano arrivati a Guspini per sostenere la sua candidatura: gli stati generali del Partito Democratico, accompagnati dai Progressisti. Il sindaco di Cagliari, l'assessore regionale, il segretario regionale del PD, consiglieri regionali, e perfino due parlamentari, Ghirra e Camusso, sono venuti a Guspini a sostegno del sindaco uscente. Eppure, i cittadini hanno scelto diversamente.

È un fatto politicamente inedito, il segnale di una comunità che ha deciso di fare i conti con il proprio futuro, senza nostalgie e senza timori reverenziali. Per la prima volta, il Partito Grande che occupa la storica sede di via Mazzini e che da sempre aveva dominato la scena politica comunale - quel PD, formalmente erede della tradizione che risale al Partito Comunista, alla Democrazia Cristiana, e ai Democratici di Sinistra - non è uscito vincitore dalle urne. Una sede che per decenni ha rappresentato il cuore politico pulsante della comunità guspinese, attorno alla quale si costruivano maggioranze e si decidevano i destini amministrativi guspinesi, questa volta si è trovata sul lato sbagliato del risultato. Un fatto che deve essere studiato e compreso. È evidente che il credito accumulato nei decenni dal Partito Grande si è ormai esaurito e che anche il suo elettorato, sentitosi ignorato, ha orientato il suo consenso altrove.

Una netta sconfitta. Il sindaco uscente, confermati i dati, ha perso insieme la guida del Comune e la presidenza della Provincia. Ha anche realizzato di non aver avuto il sostegno compatto del suo partito, il Partito Grande che non senza difficoltà era riuscito a convincere a sostenere la sua candidatura. Rispetto alle elezioni precedenti, quando aveva raccolto 3250 voti - pari al 68% dei votanti – mancano oggi all'appello circa 1200 voti. Dal 68% di consensi del 2020 si è passati al 35% di oggi. Un abisso. Un tonfo enorme. Nella granitica disciplina del Partito Grande qualcosa non ha funzionato, e il sindaco uscente se ne è reso conto: sarà lì che dovrà cercare le ragioni di una sconfitta tanto netta. La disciplina di partito non è bastata, e la sua lista ha dovuto sempre rincorrere, spesso in affanno e maldestramente, l'iniziativa degli altri candidati.

Mirian Floris, una delle promotrici della Sinistra Guspinese, è stata la più votata della listaUn laboratorio politico. Per il neoeletto sindaco inizia una nuova sfida. Amministrare Guspini non è impresa semplice, ma Marco Pala porta con sé un bagaglio di conoscenze solido, una capacità di ascolto che raramente si incontra nella politica locale e, soprattutto, una visione che unisce invece di dividere. È riuscito a ricomporre l'anima democratica e progressista guspinese, e a raccogliere in una proposta politica e amministrativa coerente le forze della sinistra popolare, diffusa, e d'alternativa con quelle del cattolicesimo democratico e progressista e del riformismo avanzato. Un'operazione politica non semplice che assume i contorni di un laboratorio che potrà ispirare anche il quadro politico provinciale e regionale. Un progetto nuovo, capace di parlare con chiarezza e senza falsi infingimenti ai guspinesi. Insieme al risultato di Elmas - anche la neoeletta sindaca Orrù aveva formato una lista della sinistra, cui il PD si è contrapposto - quello di Guspini rappresenta un monito a tutte le forze del centrosinistra affinché il metodo di selezione delle classi politiche locali rimanga ancorato nella partecipazione e nel coinvolgimento dei cittadini. Quando il centrosinistra costruisce un progetto genuino - coerente con i propri valori, radicato nel territorio, capace di mettere al centro i bisogni reali - vince. Non con i giochi di partito. Non con le imposizioni né con le forzature. Senza accordi oscuri, senza sotterfugi, la sinistra che fa la sinistra è in grado di avanzare una proposta politica credibile e autorevole e di raccogliere vasti consensi tra la popolazione. Le sconfitte, invece, arrivano quando si perde la capacità di autocritica e di rinnovamento genuino. I guspinesi sono quindi tornati alle urne volentieri, perché hanno percepito che il proprio voto poteva cambiare le cose. Oltre all'elevata affluenza, le due liste del centrosinistra raccolgono insieme più dell'80% dei voti. Si tratta di un patrimonio di consensi da rispettare per costruire un percorso unitario nel futuro.

La nuova giunta: esperienza, rinnovamento, consenso. La nuova giunta comunale è stata formata una settimana dopo il voto, sulla base di una equilibrata combinazione di esperienza, rinnovamento e consenso elettorale. È una delle giunte più giovani della storia dell'amministrazione comunale di Guspini. Non si tratta soltanto di una questione anagrafica: ma anche di metodo e modo di intendere la politica: aperto, partecipativo. Accanto ai volti nuovi figurano anche profili di esperienza istituzionale e amministrativa di rilievo. La formazione della giunta non è quindi casuale: è il frutto di una scelta collegiale. Tutti saranno infatti chiamati a svolgere un ruolo attivo nell'amministrazione a partire da quello di consigliere comunale che richiede dedizione, criterio, consapevolezza e attenzione costante. Insieme alle minoranze, il gruppo di maggioranza dovrà adesso lavorare per interagire costruttivamente con la giunta, stimolare il confronto pubblico, tenere alta l'attenzione sui bisogni dei cittadini.

Quando, finito quell’8 giugno, appena dopo la mezzanotte, il presidente della sezione elettorale numero 1 convalida ufficialmente l’elezione di Marco Pala, si apre una nuova stagione politica e amministrativa per Guspini. Guspini sembrava destinata alla conservazione. Ha scelto invece di guardare al futuro con uno sguardo nuovo, più aperto, più moderno. Ha premiato chi ha voluto condividere un percorso, chi ha unito invece di dividere. L’Alleanza per la Sinistra Guspinese ha dimostrato che per vincere, più che il Partito Grande, è stato necessario un grande partito, fatto di partecipazione, ascolto, condivisione e apertura alle idee di tutti i guspinesi.

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