Addetto stampa sottopagato: “Quanto vale una notizia?”


more
>Sul “bando della fame”, come è stato battezzato su internet l’avviso pubblico del Comune, ovvero la ricerca di un giornalista per un compenso annuo di 3.500 euro, 291 euro al mese, meno di 10 euro al giorno, è botta e risposta fra Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna ed il sindaco Alberto Urpi. «L’Ordine dei giornalisti della Sardegna e Associazione della stampa sarda», recita un comunicato, «riservandosi ogni azione a tutela della dignità della professione giornalistica, auspicano da parte dell’Amministrazione comunale una pronta correzione dell’iniziativa, anche in considerazione dell’importanza che l’informazione riveste nell’ambito della trasparenza dell’azione amministrativa». Di altro avviso il primo cittadino: «Non cerchiamo un addetto stampa, infatti questa specifica non è mai stata citata nel bando, tanto che non è richiesta in alcun modo l’iscrizione all’albo dei giornalisti». Posizioni opposte sopratutto sulla busta paga. Scrive Birocchi: «Sconcerta il compenso proposto di 3.500 euro complessivi all’anno, al netto degli oneri previdenziali e fiscali a carico dell’Ente. Si tratta dunque di 291 euro al mese per un impegno che, sembra di capire, dovrebbe essere quasi quotidiano. Una misura certamente molto distante dall’equo compenso, previsto anch’esso da una legge, che deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto». Per Urpi nessuna schiavitù: «Abbiamo pieno rispetto delle dinamiche del settore giornalistico e dell’informazione, tanto che c’è stata un’apposita indagine di mercato per capire quanto le testate giornalistiche paghino i loro corrispondenti ad articolo, e da tale indagine risulta che il nostro Comune ha previsto di pagare l’addetto alla comunicazione in modo equivalente o maggiore di quanto gli stessi giornalisti in versione di datore di lavoro paghino i propri collaboratori ad articolo. Trecento euro al mese e una previsione di 4 uscite comunicative mensili (non per forza sui giornali, ma soprattutto sul sito istituzionale e sui social) reputiamo sia un compenso in linea, se non maggiore, con i prezzi di mercato». Ed è ancora il presidente dell’Ordine a sottolineare il rispetto della legge. «Il Comune intende dotarsi di un addetto stampa ma non cerca un giornalista. Ha emesso infatti un avviso pubblico per il conferimento di un “incarico di collaborazione coordinata e continuativa per il Servizio Economico Finanziario - Supporto Ufficio del Sindaco”. E per i candidati richiede “diploma di laurea vecchio ordinamento o laurea specialistica in scienze della comunicazione o lauree equipollenti e comprovata esperienza, almeno annuale, in attività relative alla comunicazione, presso enti pubblici e/o presso aziende private”, senza alcun riferimento, appunto, alla professione giornalistica”. Tutto nel mancato rispetto della norma: “Gli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche sono costituiti da personale iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti. Lo afferma la legge che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni». (s. r.) 02fo- alberto-urpi sanluri

© Riproduzione riservata