>Pane sanlurese a lievitazione naturale e riconoscimento della Dop. Questi gli argomenti dell’incontro che si è tenuto nella sala consiliare, promosso dal Comune e dall’Agenzia Laore. Occasione che ha dato vita ad un Comitato per la tutela del civraxiu. Ne fanno parte 40 soci tra produttori, agricoltori, esperti di marketing, nutrizionisti, rappresentati di associazioni di volontariato. Il primo passo è stata l’adozione di un disciplinare, già inviato al ministero delle Politiche agricole. Una scheda che descrive le singole fasi del prodotto, rigorosamente artigianale. Si parte con la descrizione di un’apposita miscela di farine di grano duro, sale, lievito naturale, poi la cottura al forno di 90 minuti e 300 gradi di temperatura, infine la pezzatura, oltre due chili di peso, anche più piccole, ma non meno di un chilogrammo, colore giallo ambrato, come la spiga matura. Soddisfatto il sindaco Alberto Urpi: “Tre sono gli elementi che rappresentano l’identità della nostra cittadina: il civraxiu, il castello e il museo medioevale. È importante cercare di promuoverli e far conoscere al meglio la nostre tradizioni storiche per un reale rilancio del settore. Il nostro pane, per la sua qualità e per le sue caratteristiche, non è secondo a nessun altro prodotto del genere. Per questo ritengo che sia giusto attivarsi per una sua valorizzazione e affermazione economica”. In un periodo storico in cui la produzione aumenta come quantità, in cui affoghiamo nelle eccedenze, è necessario difendere le caratteristiche qualitative come il sapore, il profumo ed altre prerogative, varietà antiche che rischiano giornalmente di scomparire insieme alla nostra storia artigianale e rurale. “Il sogno - dice un panettiere, Stefano Cappai - è quello che il nostro pane diventi un fiore all’occhiello per Sanluri. Se ne parla da 30 anni, ma solo adesso si parte. Speriamo di arrivare al capolinea e non perderci per strada”. Convinto che “buona parte del futuro sia nelle mani dei panificatori, un’arte che richiede passione, diversamente meglio cambiare mestiere”. Al centro dell’interesse il valore storico, culturale ed affettivo. “Il civraxiu - spiega l’agronomo Massimo Tanda - in quanto ingrediente della nostra dieta, va inteso come cultura, momento di convivialità, scambio, piacere, conoscenza, ma soprattutto fattore identitario della cittadina”. Santina Ravì
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