Alessandra Piredda, impiegata, è candidata nelle liste del Partito Democratico per Alessandra Todde Presidente. Iscritta ai Democratici di Sinistra ha aderito al PD sin dalla fondazione, ha già ricoperto cariche politiche del comune di Villacidro (Assessora alle Attività Produttive e membro del primo direttivo della Fondazione Dessì). Importante il suo impegno nel Volontariato per l’Associazione Intercultura e come Amministratrice di Sostegno.
Redazione
Perché si candida? Usciamo da cinque anni di governo disastroso. Dobbiamo riprendere in mano la situazione, ascoltare i bisogni dei cittadini e proporre soluzioni efficaci. Quali sono le aree che hanno bisogno d’interventi immediati? Il comparto sanitario è quello che richiede immediate attenzioni. La più grande problematica è la carenza di medici di base, pediatri e specialisti: sono punti di riferimento per la comunità. Una migliore organizzazione dei servizi sanitari è fondamentale: poliambulatori, guardie mediche, consultori, centri di igiene mentale e servizi di igiene pubblica devono essere potenziati con personale medico e sanitario per abbattere le liste d’attesa. È quello che vorremmo per l’ospedale di San Gavino: bene la nuova struttura, ma pretendiamo innovazione e organico completo. Il nostro sistema sanitario va difeso ad ogni costo. La sanità deve restare pubblica. Altra importante questione è la transizione energetica. La Regione Sardegna deve avere una sua politica energetica limitando il numero degli impianti e salvaguardando l’ambiente. Diciamo No alle speculazioni di privati. L’ambiente è una delle più grandi risorse, deve consentirci di creare opportunità di lavoro per le piccole e le medie imprese favorendo le comunità energetiche rurali e cittadine. Quali sono le sue proposte riguardo al sociale? Il volontariato è sempre stato una parte della mia vita e sono convinta che efficaci politiche sociali siano un collante comunitario senza eguali. Abbiamo visto l’accentuarsi di disparità. La lotta alla povertà, alla dispersione scolastica, all’emarginazione sono questioni di primaria importanza. Dobbiamo ridare forza ai servizi di assistenza per famiglie, giovani, disabili e anziani. Finanziare i servizi di supporto psicologico, i centri antiviolenza e i centri di aggregazione. È necessario per una popolazione sempre più anziana favorire l abitare diffuso in modo da consentire alle persone di vivere in piccoli gruppi senza lasciare il proprio paese. Tutto quello che può essere di supporto al cittadino deve funzionare, perché un’amministrazione che si dedica ai propri cittadini crea comunità coese. La nostra provincia è agli ultimi posti in Italia per livelli occupazionali. Dove bisogna agire? Il discorso del lavoro attira a sé tutto il resto. Noi parliamo di una programmazione che accompagni il lavoratore in tutto il percorso e tenga conto di tutele e sicurezza. Dobbiamo ripensare il nostro sistema partendo dalle eccellenze in agricoltura e zootecnia presenti nel nostro territorio e creando filiere che permettano di sviluppare l’economia e l’offerta turistica. Una buona politica crea opportunità per tutti, combatte lo spopolamento e incoraggia l’insediamento di giovani coppie. ll tutto non può prescindere da una buona rete di trasporti interni e una continuità territoriale efficace, dallo sviluppo sociale e sostenibile dei territori, da una buona rete d’infrastrutture per la comunicazione. Partire dalle nuove generazioni, dobbiamo credere in loro. Sono il nostro avvenire.
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