Ingredientis:
per l’impasto: 5 chiare d’uovo, g 500 di farina di mandorle dolci, g 50 di farina di mandorle amare, g 400 di zucchero comune, la buccia gialla di 2 limoni non trattati grattugiata, acqua fior d’arancio e sale q.b. per guarnire: mandorle già spellate, zucchero comune q.b.
Aprontadura:
la sera prima, prendi una conca - scivedda - xivedda - e all’interno tuffaci la buccia dei limoni, la farina di mandorle, lo zucchero e amalgama insieme gli ingredienti, poi monta le chiare (non esageratamente) insieme a un pizzico di sale e poco alla volta incorpora il composto alle mandorle. Ottenuto un impasto omogeneo e malleabile, preleva dunque pezzi d’impasto con le mani inumidite con dell’acqua fior d’arancio e forma delle polpette grosse quanto una noce. Man mano che le prepari, falle rotolare su un vassoio contenente dello zucchero, quindi accomodale dentro a una teglia foderata con carta oleata distanziandole fra loro. Fatto, copri i dolcetti con una pellicola trasparente per alimenti e mettili a riposare in luogo fresco per tutta la notte. Il giorno dopo, inserisci una mandorla (c’è chi sostituisce le mandorle con mezza ciliegia candita rossa o verde o chi non mette nulla) su ogni dolce, premendo leggermente ognuno in modo da attivare le classiche screpolature che caratterizzano questi dolci e quando terminato, passa la preparazione in forno già caldo a 160° per mezz’ora circa. Trascorso il tempo occorso, sforna gli amaretti, lasciali raffreddare su una gratella e subito dopo servili. Vino consigliato bianco: Vernaccia di Oristano liquoroso ben freddo, dal sapore fine, dolce, sottile, caldo con leggero retrogusto di mandorle amare.
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