[caption id="attachment_119240" align="alignleft" width="413"]
Fiorella Ferruzzi[/caption]
Non dimentichiamoci mai che siamo animali, legati alla natura e ai suoi ritmi, così come quelli del tempo e delle stagioni, il nostro profondo legame con la terra dovrebbe spingerci a rispettarla e preservarla. Come sappiamo non è così. Sono partita da lontano per dire una cosa semplice: preservare il nostro lato animale ci ha salvato la vita. Parlo dell’olfatto e della sua unione con il gusto. Pensate a quando siete raffreddati, mangiare non reca lo stesso piacere. Sembra che le cellule olfattive facciano l’80% e quelle gustative il 20% della nostra degustazione del cibo.
Le molecole degli odori portano informazioni e stimolano i nostri recettori olfattivi, i quali trasmettono tali informazioni al cervello, che le traduce in immagini. Questo collegamento ai più alti centri cognitivi del cervello è una proprietà speciale dell’odore, che è fondamentale per l’esperienza del sapore.
Il legame con le nostre memorie è potente; quante volte vi siete ritrovati nella cucina della nonna ad assaporare l’odore di una sua pietanza, anche se ormai siete adulti. L’odore di un cibo che ha fatto parte della nostra vita ci fa viaggiare nel tempo. I riferimenti letterari sono tanti, come le famose Madeleine di Poust nella Ricerca del tempo perduto, quell’odore lo riportava alle scorpacciate di quel dolce fatte da bambino a casa della zia all’ora del the.
Pensate anche a chi è lontano da casa, magari una altro paese, a quanto sia importante il legame con il cibo, perché il cibo è odore e l’odore riporta i ricordi. Ci riporta alla memoria la nostra vita, nel bene e nel male, con le persone, i luoghi e le immagini che ne hanno fatto parte.
E ci mette in contatto con le emozioni profonde. Vi confesso che mi è capitato di piangere annusando l’odore di verdure, il sedano soprattutto, mentre cucinavo un buon minestrone. All’improvviso non ero una donna grande nella propria cucina, ma una bimba nella cucina della mamma.
È bello e nello stesso tempo doloroso rivivere un passato ormai remoto. Ma non abbiate paura, lasciatevi andare e godetevi l’esperienza, sarà una cura, quasi, e dopo vi sentirete meglio.
Dicevo all’inizio che l’olfatto ci ha salvato la vita dai tempi delle caverne: annusare prima di mangiare ci può salvare la vita anche oggi.
Non siate frettolosi, annusate e, dopo, mangiate se il cibo ha un buon odore, se così non è non fatelo.
I bravi medici diagnosti di un tempo riconoscevano le malattie dall’odore. E le mamme conoscono bene l’odore dell’acetone degli infanti, dall’alito che sa di frutta andata a male e tempestivamente provvedono con acqua e zucchero. Nei casi leggeri, ovvio. Ma l’avvertimento olfattivo in tempi rapidi aiuta a evitare il pronto soccorso.
Direi che andare a naso è una cosa da esercitare costantemente.
Anche nei rapporti umani.
fiorellaferruzzi@yahoo.it">fiorellaferruzzi@yahoo.it
© Riproduzione riservata