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>Il suo nome è Anna Lisa Corona e lavora nell’azienda di trasporto pubblico di Cagliari, la CTM, dove è una delle tre sole donne autiste su un totale di circa seicento dipendenti. Una “mosca bianca”, visto che anche nelle altre aziende di trasporto pubblico della Sardegna il gentil sesso al volante è un’assoluta rarità.
Come nasce questa passione?
Mio padre è stato un autista di mezzi pesanti e sin da piccola mi sono appassionata della guida di questi veicoli. Crescendo ho sostenuto gli esami per ottenere tutte le patenti. Sono stata quindi assunta come autista da un’azienda di trasporti privata e, molto casualmente, nel 2009, ho partecipato al concorso della CTM che poi ho superato. Ringrazio i miei genitori che mi hanno sempre appoggiato in questa scelta.
Nella CTM di Cagliari solo tre donne al volante. Una di queste è lei.
In altre regioni d’Italia non è un “fenomeno” così raro. Qui da noi, purtroppo, siamo indietro rispetto ad altre realtà. Nell’ultimo concorso non si è presentata nessuna donna, mentre nel penultimo ve n’era una soltanto.
Il suo primo giorno di lavoro lo ricorda ancora?
Come posso dimenticarlo! Come ogni prima giornata di lavoro c’era tensione, a questo si aggiungeva il fatto che gli utenti non fossero abituati a vedere una figura femminile al volante. Tuttò ciò non mi ha certo aiutato. Tuttavia, nonostante un percorso non certo agevole per una “debuttante”, me la cavai bene. Molte di quelle stesse persone che fecero quel primo viaggio con me, mi ricordano tuttora molto affettuosamente che sono state loro a battezzarmi come filotramviera.
Un lavoro, il suo, che comporta però anche qualche pericolo.
Ne sono consapevole. Tuttavia la CTM ha implementato la sicurezza dei suoi autobus, in quasi tutti i mezzi sono presenti le telecamere. L’azienda di Cagliari, in quanto ad innovazione, è ai primi posti in Italia fra le aziende di trasporto pubblico locale. Purtroppo dilaga il fenomeno delle baby gang e sugli autobus questo si percepisce.
Qual è il rapporto con i suoi colleghi?
Come in tutte le grandi aziende, non puoi certo andare d’amore e d’accordo con tutti; qualche scaramuccia con qualcuno c’è stata. In generale però ho un buon rapporto con la stragrande maggioranza dei colleghi che nei miei confronti hanno grande rispetto.
Sogni per il futuro?
Crescere professionalmente è una mia priorità. Spero poi che in futuro più ragazze si presentino ai concorsi dell’azienda.
Il luogo comune “donna al volante pericolo costante” lo vogliamo sfatare?
(Sorride ndr). Proprio l’altro giorno un utente dell’autobus al salire mi ha fatto questa battuta. Ho prontamente risposto in questo modo: semmai “donna la volante sicurezza costante”! Insieme ci siamo fatti una bella risata. Scherzi a parte, spero che la Sardegna sotto questo punto di vista possa crescere culturalmente e che anche le donne possano ritagliarsi più spazi in attività lavorative che, a torto, sono considerate soltanto “maschili”.
Simone Muscas

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