Annullata dopo tredici anni la Festa per gli emigrati


Niente più emigrati? No, magari! Cancellata la festa! Cade, si spera solo momentaneamente, una delle manifestazioni più originali  e seguite.    “L’evento Festa per gli Emigrati 2018  13^ Edizione  è stato annullato”. Laconico ma carico di rabbia e delusione il comunicato che l’Associazione Culturale Folkloristica Sant’Antonio che nel 2006  inventò  e portò al successo questa seguitissima e attesa manifestazione,  posta sui social. Un comunicato “urbi et orbi” immediatamente condiviso e commentato dai cittadini con  numerose visualizzazioni. Che i rapporti tra il comitato organizzatore della festa e la “burocrazia di palazzo locale” non fossero troppo “idilliaci” era ormai assodato da tempo come dimostrano le quattro edizioni organizzate fuori dall’Anfiteatro Comunale - due nella frazione di Sant’Antonio di Santadi due in Piazza Matteotti -  ma che questa crisi potesse  sfociare nella clamorosa  rinuncia all’evento ha colto un po’ tutti impreparati. Una rinuncia che ha lasciato un vuoto nella grande animazione estiva arburese che di questa ricorrenza aveva fatto un punto di incontro e riavvicinamento  tra il paese e i tantissimi arburesi costretti a lasciare per motivi di lavoro la propria terra. Prevista e programmata dall’Associazione  per il 4 agosto la manifestazione non ha però trovato diritto di cittadinanza nell’ “Estate Arburese 2018”, palinsesto degli eventi che l’amministrazione comunale ha recentemente pubblicato. Un fatto di cronaca che non può passare inosservato perché la festa solitamente supportata anche  da altre iniziative indirizzate alla valorizzazione  del territorio, delle sue specificità agroalimentari e dell’hobbistica in genere è stata  in grado di richiamare nel corso delle precedenti edizioni migliaia di presenze come testimonia la foto di repertorio pubblicata in pagina. Luciano Lampis presidente dell’Associazione Folkloristica Sant’Antonio piuttosto contrariato, puro eufemismo, dichiara:  «Abbiamo presentato la richiesta, già portata al protocollo nel mese di aprile, in tempo utile come prevede la circolare nazionale affinché si potesse far fronte a  tutti gli adempimenti burocratici e all’organizzazione logistica. Non abbiamo però avuto il minimo riscontro ne finanziamento. La richiesta purtroppo  è caduta nel vuoto. Siamo sconcertati e allo stesso momento amareggiati». La risposta di Michele Schirru, assessore alla cultura e vicesindaco del comune di Arbus, non si fa attendere: «Non ne so nulla. Il comune attraverso il dovuto iter procedurale ha acquisito tutte le proposte, le ha messe in calendario e le ha finanziate. Il resto è burocrazia che non riguarda la politica. Non ho ricevuto nessuna comunicazione». Un epilogo probabilmente evitabilissimo se solo le parti interessate, quella organizzativa e quella burocratico-politica, avessero dialogato con maggior voglia di addivenire a una soluzione quanto mai  indispensabile per arricchire e dare ulteriore  visibilità all’animazione (mai troppa) che caratterizza la cittadina nel periodo estivo. Un vero peccato perché  la manifestazione divenuta ormai tradizione rappresentava assieme alla sagra di Sant’Antonio e ai festeggiamenti in onore di  San Lussorio un eccellente trittico di qualità nella grande animazione estiva arburese. Gianni Vacca

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