Antonio Gramsci e gli studenti del Dettori di Cagliari in visita alle miniere di Montevecchio


di Antonio Seruis
  “…Il 26 febbraio gli studenti di 2° e 3° anno di liceo faranno una gita a Guspini, per visitare le miniere di Montevecchio, e quindi dovrò andarci anch’io, e sono proprio indecente con questa giacca che ha già due anni ed è spelacchiata e lucida… Così nel 1910 scrive il giovane Antonio Gramsci al padre Francesco perché provveda a rinnovargli il vestiario per l’occasione” (Giuseppe Fiori - Vita di Antonio Gramsci - Laterza). [caption id="attachment_110258" align="alignleft" width="243"] Antonio Gramsci[/caption] L’interesse delle scuole per Montevecchio risale già all’inizio dell’attività industriale. A proposito ricordiamo la gita effettuata il 26 febbraio 1910 da un gruppo di studenti del Regio Liceo ginnasio Dettori di Cagliari. Questa assume un particolare rilievo perché tra i partecipanti c’è il giovane Antonio Gramsci che diventerà uno degli intellettuali italiani più conosciuti al mondo, antifascista, incarcerato dal regime fascista con una condanna a 20 anni e morto il 27 aprile del 1937. Francesco Cocco in uno scritto del 28 novembre 2015 pubblicato su Democrazia Oggi cita la testimonianza dell’avv. Figari, compagno di scuola di Gramsci, che riferisce di un suo particolare interesse per le condizioni di lavoro degli operai della miniera di Montevecchio. L­’Unione sarda in un articolo dal titolo “La gita degli studenti liceali “riporta la notizia della visita il 28 febbraio. Sono gli stessi studenti a farne la cronaca: “La gita è riuscita completamente. Dappertutto abbiamo ricevuto solenni e cordiali manifestazioni di simpatia”. Ricordano che il preside della scuola si è tanto adoperato perché la gita riuscisse bella e utile.  Partecipano in settantadue, tra studenti e insegnanti, che vengono ricevuti alla stazione di San Gavino dal direttore generale della miniera ingegner Sollman Bertolio, già docente di arte mineraria al Politecnico di Milano. Lo stesso mette a disposizione della comitiva il trenino dell’amministrazione che porterà gli studenti a Montevecchio. Al loro arrivo vengono divisi in diversi gruppi guidati dall’ingegner Righi (che sostituirà l’ingegner Bertolio alla direzione della miniera), dall’ingegner Martis, dai periti minerari Melis, Pintus, Sagheddu e dall’elettrotecnico Conti con i quali “visitano minutamente” la miniera. Alle 13 viene loro offerta “una sontuosa colazione” nel piazzale antistante la stazione di Sciria che si conclude “con un applaudito brindisi in latino”. Nel pomeriggio alle 15 ½ partono per Guspini sempre utilizzando il trenino della miniera. Vengono accolti da un apposito comitato, presieduto dall’assessore anziano Cav. Sannia, dal dott. Murgia, dai fratelli Saba e dal signor Murroni, compreso il sindaco cavalier Bianco, alla stazione di Guspini (Nuraci). Dopo la distribuzione degli alloggi svolgono una recita di beneficienza cui fa seguito un’esibizione musicale con due pezzi a solo per violino con accompagnamento di pianoforte. Alla fine il comitato offre la cena alla scolaresca nell’albergo Fanni in via Regina Margherita, l’attuale via Matteotti.  Successivamente gli studenti visitano anche Arbus dove giungono “dopo essersi arrampicati tra quelle selvagge e pittoresche balze”. Questa, in sintesi, la cronaca che fa l’Unione Sarda della gita scolastica a Montevecchio. [caption id="attachment_110259" align="aligncenter" width="848"] Montevecchio, ospedale[/caption] Della stessa si trova traccia in atti del Comune di Guspini conservati nell’Archivio Storico Comunale. Nella delibera della giunta comunale numero 30 del 15 febbraio il sindaco riferisce di aver ricevuto due comunicazioni: una degli studenti e una del preside del Regio Liceo Dettori di Cagliari che, di rientro da Montevecchio, dove si recano per istruzione intendono pernottare a Guspini e qui dare una recita in favore dell’asilo infantile locale. Il sindaco osserva che i locali del Montegranatico individuati per il pernottamento non sono idonei perché mancanti di infissi e la giunta rimanda ogni decisione al consiglio comunale che si tiene il 20 febbraio. Nella delibera n. 25 il consiglio prende atto della scarsità di locali disponibili per ospitare 70 studenti più i loro professori e dichiara inoltre l’indisponibilità del Montegranatico, prescelto dalla Scuola, a causa della mancanza di imposte sulle aperture; auspica il rinvio della gita ad altra data più favorevole; ma provvede qualora gli studenti non cambino idea a stanziare la somma di 100 lire a favore del Comitato incaricato del ricevimento. Com’è andata la gita ce l’ha descritto l’Unione Sarda nell’articolo riportato. Su quali possono essere i motivi che hanno spinto il Liceo Dettori a “vedere da vicino” una realtà industriale così importante gli studenti non fanno alcun riferimento. Delle lettere che richiama il sindaco non è stata rinvenuta copia né presso l’Archivio Storico Comunale né presso la stessa scuola. Possiamo dire che in quell’occasione si manifesta l’interesse di una scuola prestigiosa per un sito industriale, nel suo settore, tra i più grandi e importanti d’Europa. Alcune osservazioni è opportuno farle sulla realtà mineraria, soprattutto Montevecchio, relativamente al primo decennio del 1900. Le condizioni di lavoro in miniera sono ancora molto dure ed i segni sulla salute dei lavoratori sono particolarmente evidenti. Nel 1903, nel mese di agosto, si svolge a Montevecchio uno sciopero dal carattere innovatore che sfugge all’improvvisazione. Sulla base di una piattaforma rivendicativa di 12 punti, si avanzano richieste sull’abolizione dei cottimi, sul limite di 8 ore per la giornata nei lavori interni, per l’aumento dei prezzi di trasporto dei materiali ai carrettieri. Il risultato, anche se abbastanza infruttuoso è caratterizzato dall’assenza di spontaneismo e da un piattaforma rivendicativa che riguardava il rapporto di lavoro nel suo complesso con l’intento di aggregare le diverse categorie che operavano nella miniera. Il 18 maggio 1908 si tengono a Guspini le audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro nelle miniere. Come ricorda sempre Francesco Cocco su Democrazia oggi, si legge una realtà di pesante sfruttamento dei lavoratori ma pure un elevato livello non solo nell’organizzazione del sistema produttivo ma anche nella sperimentazione dell’arte mineraria. Questi due aspetti caratterizzano le audizioni del medico e dirigente socialista dottor Cesare Loi, per quanto riguardava le condizioni di vita e di lavoro dei minatori, e l’audizione dell’ingegnere Solmann Bertolio per gli aspetti attinenti al livello organizzativo e scientifico dell’arte mineraria di cui diventa uno dei massimi esperti. Nel 1910 Montevecchio conta di una forza lavoro di circa 1500 unità con una produzione di 11.800 tonnellate di galena e 7.400 tonnellate di blenda. Da ricordare inoltre che alla vigilia della prima guerra mondiale la Sardegna forniva il 90% della produzione nazionale di piombo ed il 75% di zinco. A questo punto è utile ricordare anche la visita descritta in una pubblicazione in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia degli studenti dell’allora Regio Istituto Tecnico Alberto Lamarmora di Sassari (Escursione alle miniere di Sardegna - Carlo Delfino Editore). I protagonisti raccontano della visita fatta nel 1886 alle miniere del bacino del Guspinese - Arburese e dell’Iglesiente. [caption id="attachment_110260" align="aligncenter" width="848"] Montevecchio, stazione di Sciria[/caption] Anche loro usano il trenino da San Gavino, dove vengono accolti niente meno che dal cavalier Castoldi, all’epoca direttore della Miniera, per raggiungere Montevecchio che definiscono la miniera più importante dell’isola. Nelle loro tavole descrivono, tra le altre, la ferrovia a scartamento ridotto e riportano tre disegni dell’ospitale di Montevecchio dove descrivono il sistema attraverso il quale i letti dei malati possono venire spostati attraverso un sistema di pareti mobili. Cosa e in quali condizioni hanno visto gli studenti, nel 1886 e nel 1910, in parte ce lo hanno descritto ed in parte lo possiamo solo immaginare. Alcuni siti da loro menzionati come la stazione di Sciria con il recente crollo della copertura e l’ospedale, descritto con stupore, vediamo oggi che versano in uno stato di evidente degrado. Chi oggi accompagna le scolaresche a visitare gli stessi luoghi che hanno visto gli studenti sassaresi e cagliaritani può descrivere una realtà piena di storia, di lotte per il lavoro, di relazioni umane, di progresso tecnologico. Allo stesso tempo può trasmettere la necessità del recupero storico, ambientale di questo patrimonio e del suo riuso a fini turistici ed anche produttivi, per conservare al meglio la memoria dell’attività mineraria. Foto Archivio storico comunale di Iglesias, fondo Monteponi Montevecchio             

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