Aperta la sede dell’Asnet del Sud Sardegna


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>L’Associazione Sarda Nefropatici Emodializzati e Trapiantati, che si occupa di sostenere psicologicamente, economicamente e in ogni altro modo possibile i dializzati e trapiantati della Sardegna, affinché non siano lasciati alla mercé di una sanità ormai carente da ogni punto di vista, ha aperto la sede del Sud Sardegna a Sanluri.

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L’inaugurazione del centro è stata anche l’occasione per rimarcare a più voci l’importanza della presenza dell’Asnet  a Sanluri. Giglio Secci, dirigente dell’associazione, dializzato e in lista per il trapianto, ha spiegato come sia stata da lui fortemente voluta l’apertura della sede, in cui tutti gli abitanti del Medio Campidano si potranno appoggiare invece di recarsi a Cagliari. «Ora c’è  una comunicazione più diretta tra pazienti e Regione e attraverso  i nostri collaboratori, i pazienti saranno seguiti quotidianamente per risolvere i loro problemi e le loro incertezze>, ha affermato Giglio Secci. Anche Il presidente Giuseppe Canu ha sottolineato l’importanza della sede di Sanluri: «permetterà ai pazienti della zona di dimenticare il pendolarismo frequente verso Cagliari per ricevere indicazioni e servizi dall’associazione regionale. L’obiettivo è quello di raggiungere un’assistenza a trecentosessanta gradi, attraverso l’ausilio di psicologi, avvocati, neurologici messi a disposizione quando richiesto e soprattutto informare il paziente durante la prima fase dei sussidi, rimborsi, pensioni che gli spettano per legge».

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Se oggi  l’Asnet ha una sede nel Medio Campidano è stato possibile grazie al sostegno delle amministrazioni comunali di Sanluri e Serramanna, ma, soprattutto per l’impegno di tanti volontari che si prodigano in tutta l’isola. <Il numero dei dializzati nel Medio Campidano è aumentato in maniera preoccupante>, ha rimarcato Il medico Maria Cristina Mereu, «oltre all’assistenza del malato si dovrebbe fare più prevenzione, investire di più per contrastare la diffusione di tali malattie». Numerosi gli interventi dei pazienti, che raccontando le loro esperienze hanno voluto evidenziare che« con la giusta assistenza e i necessari stimoli, è meno difficile reagire contro la malattia e sottoporsi alle dovute cure, perché è di vitale importanza non essere abbandonati in situazioni così complesse e difficili e trovare la forza necessaria per andare avanti e non smettere mai di lottare».

Carola Onnis

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