Ma le proteste di Assemblea Permanente si concentrano soprattutto sulla scelta dell’area sulla quale sorgerà l’ecocentro. «Noi non contestiamo il fatto che all’ecocentro si conferiscano rifiuti pericolosi- chiarisce Antonio Muscas- è giusto che ogni comune raccolga i propri, ciò che rifiutiamo con forza è la scelta dell’area. Non solo è troppo vicina all’abitato, praticamente confina col centro di aggregazione sociale, ma riteniamo che sia assurdo»
Secondo Muscas, facendo uno sforzo economico maggiore si potrebbe realizzare un ecocentro strutturato anche per la lavorazione e il riciclo dei rifiuti, rendendo produttive strutture ferme da anni. «Nelle linee guida della Regione si indica come zone da preferire quelle vicine ai centri tecnologici, - conclude Muscas - da noi le discariche attrezzate sono nella zona industriale in cui si trovano aree come quelle della ex Keller o la ex Scaini che hanno le rotaie che arrivano fino a capannoni. Si potrebbe pensare di sfruttarle, in questo modo si tutela la salute dei cittadini e si creano posti di lavoro».
L’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Ecca risponde alle contestazioni e cerca di tranquillizzare i cittadini. «Non abbiamo discusso pubblicamente del progetto per due ragioni - spiega l’Assessore Ecca - la prima è che non c’è stato il tempo. Dotare Villacidro dell’ecocentro per noi era una priorità, volevamo ottenere il finanziamento regionale, il bando scadeva e avevamo i tempi stretti. La seconda purtroppo è che non c’era da discutere, la nostra è stata una scelta obbligata, il terreno che abbiamo scelto era l’unico di proprietà del Comune, in tutti gli altri casi avremmo dovuto procedere con gli espropri facendo lievitare i costi e allungare i tempi».
«Realizzare un ecocentro che preveda anche la lavorazione dei rifiuti - prosegue Ecca - richiederebbe un investimento altissimo che un comune come Villacidro non si può permettere. Per realizzare l’ecocentro spenderemo circa 110 mila euro, di cui 80 sono costituiti dal finanziamento regionale. Con questi importi non si può certo creare un centro di lavorazione dei rifiuti, senza contare che il comune non possiede nemmeno un capannone, quindi dovrebbe rilevarlo da un privato aumentando ulteriormente le spese». Ecca fa poi notare che lo scopo dell’ecocentro è quello di permettere ai cittadini di conferire i propri rifiuti domestici, se lo si realizza nella zona industriale, le persone come gli anziani che non guidano avrebbero comunque difficoltà a raggiungerlo. «L’ecocentro - conclude Ecca -potrà essere di categoria B, ma non entreranno rifiuti speciali industriali, come per esempio l’amianto, smentisco nella maniera più assoluta che questo possa avvenire all’interno dell’ecocentro».
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