Una festa nella festa il “1° Motoraduno 2024” che domenica 6 ottobre ha richiamato ad Arbus folla e partecipanti da record. Tutto ospitato nella magnifica location dell’ "Anfiteatro comunale Sandro Usai” per l’occasione trasformato in un’enorme show room all’aperto riempito per la curiosità di tantissimi appassionati da oltre un migliaia di moto delle più svariate cilindrate e marche alle quali hanno dato manforte per uno spettacolo più unico che raro auto d’epoca e, ancora, numerose vespe e lambrette le tipiche indimenticabili due ruote dei primi anni ’60 stile “vacanze romane”. Ma andiamo con ordine: l’organizzazione è stata curata fin nei minimi dettagli dal “ I Ch’ easy road” e la collaborazione del Comune di Arbus, Club Sardeon Alfa ASD, Club 500 Arbus e il Centro Commerciale Naturale Arbus.
Il grande evento non ha guardato in faccia nessuno, il cast fortemente inclusivo. I più piccoli, spesso coinvolti dai papà e mamme bikers hanno avuto la possibilità di trascorrere un’intera giornata nel parco giochi allestito per l’occasione; per turisti, curiosi (davvero tanti) e partecipanti al motoraduno quella di cimentarsi in goliardiche e spassose prove quali il tiro alla fune, il braccio di ferro oppure cavalcare il toro meccanico. Non poteva mancare la parte musicale affidata al gruppo “ Revolver Sardinia” caratterizzata da suoni e hard rock tipico da “rave”. Tanta sana convivialità e divertimento dove la grande enogastronomia e le prelibatezze locali hanno ingolosito non poco i presenti. Per l’occasione personalizzate e stampate in tempo reale le T. shirt a ricordo dell’evento. Bravissimi gli organizzatori a cui va il merito di aver dato vita ad Arbus a un evento di proporzioni straordinarie sicuramente da ripetere e magari mettere fin da ora in calendario per la prossima stagione estiva. Carico di soddisfazione il commento finale che Andrea Armas fa a nome degli organizzatori: «Grazie a tutti gli sponsor che hanno creduto in noi e , soprattutto, ai partecipanti che hanno reso questo motoraduno un vero successo».
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