L’incontro-dibattito-confronto che qualche giorno fa si è tenuto ad Arbus nell’aula consiliare alla presenza di alcuni funzionari della Fondazione, del sindaco Paolo Salis, gli assessore al Turismo William Collu e all’Agricoltura Sara Vacca, diversi amministratori locali e quella di titolari di attività commerciali, produttori e commercianti di artigianato, della ristorazione e della accoglienza e delle attività culturali è stata l’occasione per valutare attraverso un autentico check up lo stato di salute del Cammino con all’orizzonte nuovi progetti e nuovi servizi. Correva l’anno 2016 quando da una felice intuizione del compianto Giampiero Pinna il Cammino Minerario di Santa Barbara interamente situato nelle aree minerarie del sud Sardegna, Sulcis-Iglesiente-Arburese-Guspinese, mosse i suoi primi passi. Da allora il Cammino Minerario di Santa Barbara ha fatto registrare, anno dopo anno, una crescita sempre più esponenziale al punto di poter essere attualmente collocato grazie alla sua particolare specificità tra i cammini più interessanti, sia per quanto riguarda il turismo di prossimità regionale e nazionale sia per quello sempre più appetibile proveniente dall’estero. I numeri. Il tutto racchiuso nei numeri che evidenziano nel corso del loro intervento sia Simona Pau che Valentina Orgiu, due delle maggiori responsabili della promozione e comunicazione del Cammino: «Per quanto riguarda le strutture ricettive interessate siamo passati dalle 22 del 2022 alle 92 del 2025. Stesso dicasi per i pellegrini che hanno scelto il nostro territorio: 789 nel 2022, 3246 nel 2024 con, in percentuale, ulteriore crescita anche in questi primi tre mesi del nuovo anno. 16230 i pernottamenti complessivi dei quali circa 13.000 nelle strutture private convenzionate che in simbiosi con le “Posadas” ( ad Arbus dal 2020 è disponibile quella di Pitzinurri n.d.c.) di cui dispone il Cammino garantiscono pernottamento ai numerosi pellegrini a prezzi contenuti.
Nuovi orizzonti e nuove possibilità di crescita dunque si intravedono in un territorio, l’arburese, che ben si presta a dare ospitalità a questa nuova forma di turismo, conosciuto come turismo lento. Destinatari coloro che messi da parte i ritmi frenetici della vita in città amano immergersi ed esplorare grandi spazi aperti ricchi di storia, nuove e antiche culture e tradizioni che solo un’isola-continente come la Sardegna riesce a offrire. Un segmento turistico in continua crescita, con caratteristiche tra l’altro di forte destagionalizzazione, che a livello mondiale riesce a muovere milioni di persone sempre più spinte e affascinate da contesti di grande valenza ambientale. Un territorio, l’arburese, val la pena rimarcarlo rimasto a onor del vero finora parzialmente “emarginato e sottostimato” anche nel ritorno economico per ciò che finora ha dato al Cammino: due tappe - “la Portixeddu-Piscinas e la Piscinas-Montevecchio-Arbus” - di grande interesse ambientale e di archeologia mineraria industriale e la concessione in comodato d’uso gratuito a Pitzinurri di alcuni locali destinati alla Posada.
Il sindaco Paolo Salis. «Abbiamo questo grande lascito di Giampiero Pinna che vogliamo onorare fino in fondo - dice Paolo Salis - Guardo con grande ottimismo le proposte della fondazione, vogliamo contribuire al progetto turistico di costruire una rete forte per promuovere il territorio, anche la nuova scommessa presentata la "Card del pellegrino" è piaciuta ai numerosi operatori economici che hanno chiesto informazioni sull'adesione alla Card. La stessa - conclude il sindaco - per loro è gratuita ma permette l’apertura su un mercato ancora da costruirsi. Insomma Dati importanti per le attività Arburesi, che permettono, tra i servizi offerti, di riservare particolare attenzione alle esigenze del pellegrino».
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