«Il 17 ottobre scorso la direzione della struttura arburese», prosegue Sandro Atzeni, «comunica alle organizzazioni sindacali che causa ritardo ancora oggi sta predisponendo i dati della contrattazione decentrata cui conclusione prevista, sarebbe dovuta essere il 31 maggio 2023, non solo, non ha provveduto all’accredito del fondo incentivante nazionale, percepito nei mesi di luglio-agosto da circa 37.000 poliziotti penitenziari operanti negli istituti italiani, lasciando senza accredito le 60 unità in servizio presso la reclusione di Is Arenas. È intollerabile che dopo diversi mesi e svariate note sindacali i Superiori Uffici Dipartimentali non siano intervenuti nei confronti dell’Autorità Dirigente (direttore) sembra sceso il silenzio, per loro questo personale non fa testo».
«Ricordiamo che la struttura penitenziaria di Is Arenas Arbus», aggiunge il sindacalista, «È l’unica in tutta la nazione inadempiente, in violazione a quanto previsto dalle circolare Dipartimentali, non consentendo al Personale di Polizia Penitenziaria di ricevere quanto dovuto. A erodere il potere d’acquisto delle retribuzioni dei Poliziotti Penitenziari, generato sia dall’attuale congiuntura economica, la quale continua a far aumentare il tasso d’inflazione, si annovera anche la mancata corresponsione del residuo Fesi degli anni 2020 e 2021. Il riconoscimento del lavoro e del sacrificio degli Uomini e Donne in Divisa, spesso manifestato dalle governance del momento, devono concretizzarsi in azioni concrete, diversamente, rischiano di essere percepiti dal Personale come frasi di circostanza. A tal riguardo, per quanto esposto in narrativa, atteso che trattasi di temi economici di rilevata importanza, i quali stanno producendo un significativo malcontento tra i Poliziotti, abbiamo chiesto ai competenti Uffici Dipartimentali, al precipuo fine di accelerare le procedure per la remunerazione dei diritti economici maturati Pertanto in virtù di quanto evidenziato, ricordando che il pagamento delle spettanze ai lavoratori è un diritto esigibile e che con il passare del tempo impone anche gli interessi maturati che se richiesti potranno arrecare danni erariali. Si evidenzia inoltre che dal 24 luglio 2023 la FP Cgil Polizia Penitenziaria ha indetto lo stato di agitazione per la problematica sopra citata, che a oggi permane».
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