Arbus, Christian Concas ambasciatore ai mondiali di Budapest con laTop4Running si racconta…


di Gianni Vacca
Christian Concas, ambasciatore ai mondiali di Budapest con laTop4Running si racconta… «Un’ esperienza bellissima. Innanzitutto la possibilità di partecipare a un grandissimo evento  come i mondiali di Budapest  datami da questo grande team europeo con il quale sto correndo, in qualità di ambassador, “ambasciatore”, la “Top4Running” che ha come obiettivo, come missione,  quella di trasmettere messaggi di sport dal  valore universale, quindi adatti a tutti nel senso che tutti possono fare sport dal ragazzino all’uomo di novant’anni». Christian Concas l’atleta arburese fresco di rientro da Budapest dove in una corsa dal sapore speciale ha preso parte alla grande kermesse dei mondiali di atletica leggera disputati in Ungheria, si racconta tutto d’un fiato, con residui di adrenalina ancora ben visibili. «Il nostro ruolo è stato quello di promuovere questa azienda la “Top4Running”che fa capo alla Nike e all’Asics in una cornice mondiale. Una magnifica avventura durata quattro giorni dal 25 al 28 agosto. La gara ha avuto valenza agonistica. I 10 km in programma sono stati ridotti per problemi metereologici a 6,  disputata sullo stesso percorso dove i grandi della maratona mondiale si sono dati battaglia per la medaglia d’oro». [caption id="attachment_117326" align="alignnone" width="1080"] Budapest, partenza della mezza maratona[/caption] Quasi quattromila partecipanti provenienti da tutti i continenti (22 le nazioni europee rappresentate), per l’esattezza 3980, e lui Christian Concas unico a difendere la bandiera dei Quattro Mori.  E Christian la sua bella figura l’ha fatta, eccome, classificandosi 45° assoluto, 8° nella sua categoria e 2° tra gli italiani. «La “Top4Running” è ormai una presenza abituale in queste grandi manifestazioni sportive, racconta l’atleta, io stesso ho già preso parte alla mezza maratona di Barcellona». Cosa ti rimane di questa straordinaria avventura? «Dal punto di vista umano e sportivo un’esperienze di straordinario valore. Ho conosciuto Budapest, una capitale molto bella e ho avuto la possibilità di correre circondati da un grande pubblico con atleti molto importanti. L’atletica, la corsa è uno sport che unisce e ti fa sentire vivo che fortunatamente parla ancora un linguaggio universale di pace e fratellanza tra i popoli».

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