Con voto unanime il Consiglio Comunale ha approvato in via definitiva il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Dopo una lunga attesa Arbus può finalmente disporre di un nuovo strumento urbanistico più consono alle aspettative di crescita del territorio. «Programmare il territorio è cosa ambiziosa soprattutto da un punto di vista politico, ed è quanto di più importante le amministrazioni hanno a disposizione per progettare il territorio in tutti i suoi aspetti» afferma nel corso del suo intervento il Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Paolo Salis. Il voto unanime tuttavia non ha in alcun modo stemperato il confronto politico che le minoranze consiliari hanno focalizzato sia sulla tempistica di approvazione sia nei confronti della già annunciata variante per la zona F di Porto Palma. [caption id="attachment_92060" align="alignnone" width="900"]
Paolo Salis, vicesindaco e assessore a Lavori Pubblici e Urbanisitca[/caption]
«Siamo felici perché Arbus finalmente - dice Michele Schirru capogruppo consiliare di Arbus Bene Comune - nonostante il ritardo con cui approviamo il piano lo stesso darà una pianificazione chiara e dalla quale potrà nascere un sviluppo turistico che rispetti l’ambiente ma riesca a soddisfare, almeno in parte, le esigenze socio-economiche che da molti anni presenta il territorio. E’ il nostro piano, quello dell’amministrazione Ecca, un risultato straordinario frutto di 5 lunghi anni di lavoro. Saremo tra i pochi comuni sardi costieri ad avere un PUC adeguato al Piano Paesaggistico Regionale».
La replica dell’Assessore Salis non si fa attendere: «Il Piano Urbanistico Comunale adottato dalla precedente amministrazione nel dicembre del 2019 a cui ha fatto seguito una seconda adozione per cambio della destinazione urbanistica lungo la fascia costiera (zona A di Funtanazza) ha causato un ritardo da loro partorito che, senza questo, avrebbe potuto portare all’approvazione del piano già a luglio del 2020. Ma evidentemente per loro non c’era fretta, questa è arrivata dopo».
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Michele Schirru, capogruppo consiliare Arbus Bene Comune[/caption]
Numeri e contenuti.
10 gli ambiti locali di paesaggio individuati: 5 costieri, 4 interni e 1 nella zona umida di San Giovanni –Marceddì. Quasi del tutto azzerate le volumetrie per gli insediamenti lungo la costa. Queste le nuove potenzialità volumetriche: a S’enna e s’arca si potranno realizzare 16500 mc dei quali 4034 mc pubblici, a Torre dei corsari 24500 mc, a Sant’Antonio di Santadi 50130 mc, a Funtanazza 34500 mc , nella Costa Verde 39300 mc e infine nelle zone minerarie, tutte di proprietà di IGEA, 32000 mc quindi verosimilmente poco attuabili, «per un totale - precisa l’Assessore Salis - di 160000 mc circa, non potendo considerare gli immobili di IGEA in quanto di loro proprietà». E’ intenzione della maggioranza nel momento in cui il piano diventerà pienamente operativo procedere alla proposta di variante per una nuova perimetrazione della Zona F di Porto Palma, alla revisione della classificazione delle Zone E «che - precisa l’Assessore - consentirà lo sviluppo delle aziende agricole, bovine e ovicaprine, presenti nel territorio attraverso il potenziamento delle strutture a supporto delle aziende stesse e alla revisione delle norme generali del Piano (N.T.A.) e del Regolamento Edilizio».
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Arbus, spiaggia di Gutturu 'e Flumini[/caption]
Tra il Piano Regolatore Generale (1974) e il nuovo Piano Urbanistisco Comunale (2021) 47 anni di interventi discutibilissimi dal punto di vista ambientale (comparto C Torre dei corsari e Portu Maga) e 47 anni di mancata pianificazione, programmazione e sviluppo.
Il nuovo Piano Urbanistico Comunale andrà a sostituire integralmente il PRG (Piano Regolatore Generale) ancora vigente: anacronistico, vecchio e obsoleto la cui stesura risale addirittura al 1974 e sul quale nel corso degli ultimi venti anni sono sopraggiunte diverse necessarie e costose varianti, prima in adeguamento ai PTP infine dal 2006 al Piano Paesaggistico Regionale. Da governare e programmare 27.000 ettari di territori ricco di straordinarie potenzialità ma sul quale pesano come macigni sia la presenza di sei aree SIC (Siti d’Interesse Comunitario) portatrici finora solo vincoli e niente economia, di due servitù militari quella di Capo Frasca e quella di Is Arenas e di una dotazione infrastrutturale quasi da terzo mondo da far paura. I 47 chilometri di costa, sono diventati addirittura 64 dopo gli ultimi rilievi effettuati attraverso le innovative tecnologie di ultima generazione. Continua intanto, senza soluzione di continuità, la lenta agonia del centro urbano che con grande regolarità decresce annualmente a un tasso del 4% come si evince dal saldo della popolazione residente al 31 dicembre 2020 ben al di sotto delle seimila unita. L’elaborazione del PUC durato anni è passato attraverso maggioranze di segno opposto e diverse consiliature ognuna delle quali in qualche maniera ha cercato dal punto di vista politico di personalizzarne i contenuti. La vecchia maggioranza ne rivendica la paternità, i nuovi inquilini uno strumento utile e imprescindibile ma che necessità di immediati aggiustamenti e varianti.
Emanuela Paschino capogruppo di “Al primo posto il cittadino” ricorda la mancata individuazione della nuova area cimiteriale la forte necessità di dover vivere, pianificare e utilizzare in modo produttivo i numerosi Siti di Interesse Comunitario presenti nel territorio.
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