Il dibattito dopo la caduta della Giunta guidata da Andrea Concas si infiamma con diatribe tra i componenti dell’ex maggioranza che assumono toni sempre più accesi. In questa intervista le ragioni della crisi nell’analisi dell’ex Assessore Michela Dessì, deleghe all’Agricoltura, Allevamento, Attività Produttive e Turismo, Quali reazioni ha potuto cogliere in paese? Molte e molto diverse, c’è stato e ancora continua un accurato lavoro di disinformazione della popolazione. Ma la gente ha capito e sa distinguere l’informazione corretta da quella interessata. Si sbaglia di grosso chi crede che la gente si faccia influenzare dalle visite domiciliari. Quali sono i motivi che hanno portato alla rottura definitiva? Le dimissioni in massa hanno solo ufficializzato una crisi che si trascinava da molti mesi. Chi vuole può prendere visione dei tanti documenti che abbiamo inviato per chiedere condivisione, coinvolgimento, rispetto, con tanto di proposte operative e tanta disponibilità al dialogo. Mai nessuna risposta, in compenso atteggiamenti sempre più sprezzanti nei nostri confronti. Personalmente ho subito vere e proprie umiliazioni, di quelle diabolicamente architettate. Potrei fare tanti esempi indicativo è un incontro con gli allevatori da me sollecitato ad Abbanoa per il problema dell’acqua per il bestiame e per le strutture ricettive, ordini superiori avevano stabilito che io non potevo esserci. L’ultimo tentativo di coinvolgimento l’abbiamo fatto il 10 febbraio scorso, convocando una riunione di maggioranza con all’ordine del giorno “programmazione attività per la stagione estiva” che doveva essere necessariamente aperta ai suggerimenti di tutti gli assessori e consiglieri. Il risultato come sempre è stato disatteso: gli unici presenti Dessì, Serpi, Caddeo e Murtas. Proposta snobbata, svilita, come in tante altre occasioni. Due i progetti rimasti in sospeso: quello sui Borghi (Ingurtosu)… La partecipazione non era scontata, anzi c’era chi dichiaratamente proprio non voleva partecipare. Sabato notte mi sono resa conto che la domanda di partecipazione era stata inviata in bianco, voleva essere solo fumo negli occhi per tenere buoni coloro che entusiasticamente ne sostenevano la partecipazione. …e quello sull’Ecoparco Piscinas-Montevecchio… Premesso che io non sono mai stata delegata a coordinare le attività propedeutiche alla sua approvazione, mentre con l’Amministrazione precedente tale compito era stato affidato all’assessore al Turismo (evidentemente non ero affidabile dal primo momento..). Non l’abbiamo accettato a scatola chiusa, abbiamo individuato alcune criticità che abbiamo evidenziato, ad esempio chiedendo che non venissero inseriti i parcheggi di Portu Maga e Piscinas, e su questo punto molti in maggioranza erano d’accordo, da lasciare alla gestione del Comune direttamente o attraverso una costituenda società di servizi in house.
Se il solo parcheggio di Piscinas ha reso oltre 130.000 euro, c’è da credere che la gestione unitaria di tutti i parcheggi potrebbe davvero portare al comune quelle risorse per il turismo che non ha mai avuto. Ma le nostre proposte non hanno mai meritato attenzione e molte decisioni nel merito arrivavano in Giunta già confezionate in altro luogo.La verità è che la mia presenza in Giunta ha dato fastidio sin dal primo momento; erano serviti i miei voti per vincere le elezioni, che diversamente sarebbero state perse, ma dopo ero d’intralcio. A meno che non mi fossi “adeguata”.
Il "caso Scivu"?
Quella fu la prima e vera questione che vide spaccata in due la maggioranza. Dalla telefonata di un concittadino che chiedeva spiegazioni circa la modalità di gestione dichiarata a mezzo stampa incominciarono le mie ricerche d’archivio per ricostruire la storia di quel parcheggio. Pezzo dopo pezzo ho ritrovato tanto materiale, a partire dal finanziamento regionale dell’assessorato al Turismo di 1,5 miliardi delle vecchie lire che ha permesso la realizzazione dei parcheggi di Scivu, Pistis e credo anche Piscinas, alle delibere di Giunta, all’occupazione d’urgenza, alla realizzazione del parcheggio costato alle casse del comune 330milioni delle vecchie lire, oltre a tutte le manutenzioni e ai lavori successivi. La domanda più frequente era: chi paga i rifiuti? Noi tutti era la risposta! Il Comune ha sempre percepito un canone dalle gestioni fin dal 1996 anno nel quale, terminati i lavori di realizzazione del parcheggio, fu assegnato per la prima volta alla cooperativa COSTA. Argomenti come Scivu dovrebbero unire non dividere, perché difendere la “cosa pubblica” è uno dei motivi sacrosanti per i quali gli elettori scelgono i loro rappresentanti, l’interesse collettivo deve sempre essere prevalente.
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