Arbus, L.A.S.A., quale futuro? Assemblea pubblica, si lavora con difficoltà ma ottimismo per il rilancio


di Gianni Vacca
Grido d’allarme della L.A.S.A., Libera Associazione Soccorso Arbus, che attraverso un’assemblea pubblica convocata qualche giorno fa  presso l’aula consiliare pone all’attenzione dei cittadini e dell’amministrazione comunale la difficile e sempre più preoccupante situazione venutasi a creare in questi ultimi anni. L’obiettivo che si pone l’associazione guidata dalla Presidente Carmen Lecca è quello di una nuova organizzazione e di un rilancio della propria azione di volontariato. L’Associazione costituitasi nel 1988 grazie a un gruppo di coraggiosi pionieri capeggiati dal compianto Franco Melis, opera tuttora attraverso una propria rete organizzativa per il trasporto di degenti non deambulanti nei ricoveri e dimissioni ospedaliere e inoltre disponibile per servizi di emergenza e assistenza a manifestazioni civili, sportive e religiose. Da qualche anno, esattamente dal dicembre 2015  niente più 118, calo vertiginoso del numero dei soci operativi  e l’obbligo tassativo di adeguare entro il prossimo mese di agosto il proprio statuto  alle nuove normative emanate dal Terzo Settore, pena la sicura cessazione dell’attività dell’Associazione stessa. Tutto questo, davvero  un paradosso, a dispetto dell’accorta e saggia gestione operata in tutti questi anni dal gruppo dirigente tuttora in carica che è riuscito a dotare l’associazione di una nuova e modernissima sede, di due ambulanze e di una buona dotazione finanziaria. Tutto questo a dispetto anche dei quindici potenziali soci operativi che hanno deciso di prestare la loro preziosa collaborazione non con la L.A.S.A. ma con associazioni dei paesi vicini creando di fatto un significativo  vuoto operativo nel servizio. Scelta non del tutto comprensibile, sicuramente evitabile e sanabile se l’eventuale polemica cui si è accennato a lungo negli interventi in aula avesse utilizzato per eliminare la stessa, le direttive e le opportunità che lo statuto offre. L’aula consiliare è affollata. L’amministrazione comunale è presente con il Sindaco Antonello Ecca e con l’Assessore alle Politiche Sociali Veronica Aru. La L.A.S.A. con la Presidente Carmen Lecca e tutti i soci operativi , la “controparte” con diversi rappresentanti alcuni dei quali ex della stessa associazione. Il dibattito da l’impressione di essere lo “spread” in piena  instabilità economica e finanziaria: volatile, di riavvicinamento tra le parti, di scontro verbale, spesso duro e incontrollabile. Il primo intervento dopo i saluti del Sindaco è quello della Presidente Carmen Lecca da vent’anni alla guida dell’Associazione: «Alla L.A.S.A. ho dato tanto - afferma con un pizzico di commozione - ma dalla gente ho ricevuto tanto. Non dal punto di vista economico ma da quello umano». La Presidente con un breve ma significativo intervento ricorda i principali traguardi raggiunti dall’Associazione , l’acquisto del terreno sul quale è sorta la nuova e modernissima sede, l’acquisto delle ambulanze, i numerosi interventi e i tanti servizi garantiti ma anche l’inarrestabile emorragia che dai primi anni duemila ha colpito sempre più l’Associazione. Nella parte finale del suo intervento la mano è tesa alla possibile e necessaria riorganizzazione dell’associazione, che possa garantire un servizio di qualità del quale la comunità arburese non può fare a meno. Diversi gli interventi il primo dei quali quello di Lello Pusceddu attualmente dipendente della Cooperativa Emergenza Soccorso Guspini : «Circa 15 arburesi fanno volontariato fuori. Perché? I tempi cambiano è necessario capire cosa si è sbagliato e riprendere attraverso nuove regole e la necessaria collaborazione tra “giovani e anziani” un percorso di nuova crescita per l’Associazione». Gli interventi di Salvatore Atzeni, sindaco revisore dell’Associazione, di Maura Pani, di Paolo Pusceddu di Silvio Sanna tutti soci operativi, del giovane Kevin Casu e di Fabiola Caligola a nome della possibile “controparte” e quelli di Antonio Floris, di Gigi Tatti e Pietro Zuddas del pubblico sono tutti improntati, anche se accompagnati in alcuni passaggi da un pizzico di polemica, con grande responsabilità verso una possibile  riappacificazione. Il tempo stringe ma  con la buona volontà si può arrivare a una soluzione condivisa . La road map decisa e condivisa un po’ da tutti indica come primo passo la necessità di avere  nuove adesioni di soci operativi cui seguirà il rinnovo degli incarichi statutari.  

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