Il gruppo consiliare “Arbus Civica” presenta un’interrogazione consiliare indirizzata al sindaco, primo firmatario Simone Murtas cui seguono i consiglieri Paolo Salis, Michela Dessì e Alessandra Peddis, in merito alla mancanza delle strisce pedonali nella vie Libertà, Repubblica e Costituzione. “Premesso che lo stato di segnaletica verticale e orizzontale è da considerarsi prioritaria per la sicurezza dei cittadini e per il corretto flusso veicolare - si legge nell’interrogazione - e preso atto delle legittime rimostranze dei cittadini che patiscono quotidianamente la mancanza delle strisce pedonali nelle vie centrali della cittadina e che le stesse, insieme alla segnaletica verticale, sono elemento fondamentale per la sicurezza non solo dei pedoni ma anche degli automobilisti e motociclisti, si interroga codesta amministrazione per sapere se è nell’intenzione della stessa allo scopo di evitare danni ai cittadini procedere al corretto ripristino della segnaletica sia orizzontale che verticale”. L’esecuzione dei lavori del rifacimento della segnaletica orizzontale lungo il corso principale, appare in effetti in forte ritardo dal momento che la stessa giunta comunale decise con delibera, atto immediatamente eseguibile, la soluzione del problema già a metà febbraio. [caption id="attachment_69945" align="alignnone" width="900"]
Il consigliere Simone Murtas[/caption]
Il progetto il cui finanziamento è di euro 10.548,52 prevede la realizzazione di 21 strisce pedonali con interventi sulle quattro strade principali che attraversano il centro paese: la vie Is Trigas, Libertà, Repubblica e Costituzione.
Il rifacimento della segnaletica orizzontale, nello specifico quella relativa agli attraversamenti pedonali, si rende necessaria a seguito del rifacimento da parte dell’Anas del manto bituminoso della strada statale 126, l’arteria principale del paese che dall’ingresso di Fluminimaggiore porta fino all’uscita verso Guspini.
Tuttavia ciò non sarà sufficiente a rendere del tutto sicuro il lungo rettilineo finale di via Costituzione quello che, per intenderci, porta verso Genne Frongia. Da anni chi abita nel quartiere chiede con insistenza, ma con scarsa fortuna, di abbassare da cinquanta a trenta il limite di velocità e il posizionamento di dossi artificiali o dissuasori di velocità che costringano gli automobilisti follemente e pericolosamente amanti della velocità ad andature più consone al centro abitato.
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