Arbus, museo a cielo aperto e Sardegna patrimonio Unesco: il consiglio comunale vota all'unanimità la mozione dell'Assessore Alessandra Peddis


di Gianni Vacca
Il comune di Arbus si muove verso l’Unesco e offre con delibera consiliare votata all’unanimità piena adesione alla richiesta di inserimento dell’intero territorio regionale con i suoi numerosi siti archeologici nella lista del patrimonio UNESCO. La richiesta venne presentata al Consiglio Regionale e al Presidente Solinas  qualche mese fa attraverso una mozione, anche in questo caso votata all’unanimità, da Michele Cossa vicepresidente dei Riformatori Sardi:  “chiave, come precisò lo stesso proponente nel suo intervento, per destagionalizzare i flussi turistici nell’isola, volto a tutelare e a valorizzare l’immenso patrimonio archeologico della Sardegna ”. [caption id="attachment_80231" align="alignnone" width="1600"] L'Assessore alla Cultura Alessandra Peddis[/caption] «Lo stesso territorio arburese  - dichiara  l’Assessore alla Cultura Alessandra Peddis nel corso del suo intervento consiliare -  è ricco di storia delle civiltà passate e può sicuramente definirsi un grande museo a cielo aperto, seppur ancora da scoprire e valorizzare come lo stesso sito di Cugui, riportato alla luce dal grande lavoro fatto dal Gruppo Archeologico Cugui La petizione già sottoscritta da oltre 250 comuni dell’isola è sostenuta dall’approvazione unanime dell’Assemblea Regionale sarda e gode del patrocinio ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna. Ad oggi, l’unico bene culturale sardo incluso nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO è il complesso nuragico “Su Nuraxi” di Barumini, questo nonostante l’isola possa vantare grazie alla presenza di oltre 8.000 Nuraghi ancora in piedi, le circa 3500 Domus de Janas , Circoli megalitici, le numerose Tombe dei Giganti e Pozzi Sacri e i tantissimi Menhir uno tra i patrimoni archeologici più estesi al mondo.  

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