Arbus, “Sposi al Museo”: rievocati e messi in scena nel museo Antonio Corda cinque matrimoni autenticamente “vintage” celebrati tra il 1915 e il 1976 Quella del matrimonio è una storia lunghissima che si perde nella notte dei tempi. La celebrazione di una magia, che al di là della fatidica promessa tra due che si amano riflette cultura, rituali e modi di vivere di popoli o singole comunità delle diverse epoche. Ma come ci si sposava ad Arbus nel secolo scorso? Quali i rituali? A proporci questo interessante e per certi versi singolare viaggio a ritroso nel tempo che fa capolinea nell’anno 1915 è il singolare evento “Sposi al Museo” che nella serata di sabato 30 settembre si è tenuto nello splendido magnifico scenario del Museo Antonio Corda “Arti e Mestieri Antichi della Sardegna”. Portati in scena accompagnati da suoni, immagini e parole e la bravura di graziose indossatrici femminili cinque diversi momenti, cinque matrimoni del secolo scorso: il primo datato 1915, l’ultimo 1976. Tutti caratterizzati da atmosfere uniche e da una grande attenzione per i dettagli.
L’organizzazione è curata dai venti soci dell’Associazione culturale ETNO costituitasi nel 2008, Presidente Antonio Corda, Vicepresidente Marilena Cansella. Autrice del progetto e dell’iniziativa, uno tanti che il Museo ospita volti a favorire la rinascita del paese, Daniela Sardu che come ricorda Antonio Corda nel breve discorso d’apertura nel dare il benvenuto agli ospiti: “figura di notevole capacità e creatività in diversi settori”. E così in una atmosfera suggestiva, particolarmente romantica curata sin nei minimi particolare compresi quelli sociali e temporali riferiti al momento storico vissuto quegli anni e mai sfuggiti all’attenta scenografia, sono salite alla ribalta del pubblico presente nell’ordine Carlotta Pusceddu che ha messo in scena la promessa d’amore tra Santina e Salvatore, matrimonio del 1915 che ha anticipato di qualche giorno, siamo all’inizio del primo conflitto mondiale, il richiamo alle armi e la partenza per il fronte di Salvatore; a seguire la giovanissima Nicole Armas che rievoca la promessa di amore eterno che il 24 giugno del 1956 si sono scambiati Grazietta e Antonio; nel 1974, il 26 dicembre, si celebra il matrimonio tra Ornella e Narciso ricordato e messo in scena da Alice Ecca; Efisia e Antonio, quest’ultimo con contratto lavorativo all’estero, coronano il loro sogno d’amore nel 1976, la partenza per l’Iran è quasi immediata dove da lì a poco nasce Sudabe. E’ proprio Sudabe Marongiu a ricordare lo scambio di anelli e la promessa di amore eterno tra i genitori. L’ultima scena della serata, dedicata a un matrimonio del 1951, si avvale della presenza anche dello sposo: Elena Atzeni accompagnata da Rabih ripropongono così il matrimonio dei nonni materni Maria e Achille.
Voci narranti a descrivere le scene rappresentate: Antonella Schirru, Anna Schirru e Daniela Sardu. Tutti gli abiti utilizzati per le singole scene sono autentici e indossati da una diretta discendente della coppia interessata. Un evento che ha provocato mille emozioni frutto di un grande lavoro di gruppo di tutti i 20 componenti dell’Associazione ETNO coordinato con bravura e professionalità da Daniela Sardu “portatrice di sana allegria, arte, bellezza, stile, artigianalità”. Gli immancabili confetti e i dolcetti tipici da cerimonia nuziale chiudono una serata davvero speciale.
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