Arbus, tutte le strade portano al mare ma...


di Gianni Vacca
Arbus e la sindrome di Stoccolma: prigioniera dei vincoli, innamorata dei vincoli! Un cappio al collo del quale ci si deve immediatamente liberare con nuove e più decise pianificazioni La politica dei vincoli, in parte imposta in parte volontariamente cercata, non ha finora reso giustizia alla rinascita socio-economica di Arbus e del suo territorio. I vincoli di carattere militare e ministeriale – Capo Frasca, Is Arenas – o di natura ambientale, su tutti  “fiore all’occhiello del territorio”  le sei aree SIC nate nei primi anni 2000 su precisa richiesta della Comunità Economica Europea e fortemente sponsorizzate sia dalla Regione che  dall’allora maggioranza che guidava le sorti del paese senza  nulla  chiedere in cambio neppure uno straccio di piano di gestione produttivo, si sono rivelate tutto fuorché occasione di sviluppo. Di vincoli dunque si può vivere o morire. Per Arbus la classica  “Sindrome di Stoccolma”: prigioniera dei vincoli, innamorata dei vincoli.  Una diagnosi impietosa spesso acutizzata  da posizioni estremamente ideologiche, spesso in antitesi tra loro, nelle quali si sono rifugiate spesso per fini elettorali anche diverse formazioni politiche. Un cappio al collo del quale ci si deve immediatamente liberare con nuove e più decise pianificazioni. I finanziamenti in arrivo destinati alle bonifiche di Montevecchio Ponente (Piscinas, Ingurtosu, Rio Irvi) sembrerebbero abbiano messo d’accordo tutti sulla necessità di una maggior collaborazione che diano vita a scelte e obiettivi comuni. Lo si evince, segnale si spera duraturo, che arriva dal documento approvato all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale.

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