Arbus, parcheggi Scivu, dura polemica a distanza tra Rossano Vacca e l’ex assessore Michela Dessì


di Gianni Vacca

Area parcheggi Scivu, Rossano Vacca: “Nessun esproprio, quell’area è e rimarrà proprietà privata. Dura polemica a distanza con l’ex assessore Michela Dessì.

[caption id="attachment_99898" align="alignnone" width="600"] estate 2021, ingresso parcheggio Scivu, Rossano Vacca con alcuni operatori[/caption]

Non lasciano indifferenti le dichiarazioni pubblicate nell’ultimo numero della Gazzetta del Medio Campidano rilasciate dall’ex Assessore al Turismo del Comune di Arbus Michela Dessì. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite quelle riferite ai parcheggi di Scivu che l’ex Assessore ritiene possano essere gestiti, sulla stessa falsariga di quelli di Piscinas e Pistis, attraverso l’attivazione di un esproprio dell’area quale “cosa pubblica”. La risposta e le precisazioni da parte di Rossano Vacca colui che nell’estate 2021 con la sua società/ditta ha gestito l’area, proprietà ricordiamo che fa capo all’ex Governatore Renato Soru, non si fanno attendere: «Intanto Dr. Soru ne è proprietario dal 2003, quasi 10 anni dopo la fine dei lavori. A lui ogni anno viene chiesta in comodato d'uso e Renato Soru l’ha sempre ceduta a titolo gratuito per la stagione estiva. Alla fine della stagione dev'essere restituita esattamente come consegnata e non risulta che a differenza di quanto dichiarato da Dessì nessuno ci possa fare alcuna manutenzione o altro». L'ex assessore Dessì sostiene che per i parcheggi di Scivu il comune tramite un finanziamento pubblico, spese 330 milioni delle vecchie lire. «Non so cosa abbia trovato Dessì in archivio, ma 330 milioni riguardavano l'intero intervento forse per livellare il terreno e posare il sottofondo in pietra nella proprietà oggi di Dottor Soru. Si spese meno di un terzo, diciamo 100 milioni. La restante parte è nel demanio muri e scale con pietra a vista e staccionate e piantumazioni ancora ben visibili e fuori dalla proprietà del Dr. Soru». Difendere la “cosa pubblica”… l’interesse collettivo deve sempre essere prevalente. Argomenti che dovrebbero unire e non dividere, afferma l’Assessore. «Un amministratore ha il dovere di tutelare l'interesse pubblico, meglio se riesce a capire come si tutela in base alle leggi. Quello che è certo è che nei 18 anni in cui è stato concesso il comodato gratuito al comune - afferma Rossano Vacca - il comune tra chiosco e parcheggi abbia incassato una cifra superiore ai 400 mila Euro che mi paiono ben più dei 100 milioni spesi grazie al finanziamento del 1 febbraio 1990 arrivato dalla Regione Sardegna attraverso l’ Assessore Regionale Domenico Pili». Secondo Lei verosimilmente è ragionevole che a Scivu, in quell’area, ipotizzare e parlare ancora di esproprio come afferma l’ex assessore? «A me risulta che il Sindaco e l'Assessore Salis abbiano ben spiegato alla Dessì, che inizialmente parlava di esproprio, che la cosa non era fattibile. Questo perché mancando la volontà dell'ente pubblico di esserne proprietario, dal momento che non si era perfezionato l'esproprio entro i 5 anni, non si poteva applicare la legge del 2001 rivista nel 2011 (e successive) riguardante la cosiddetta acquisizione sanante». «Comunque - conclude Rossano Vacca - se proprio fosse ancora convinta, la cittadina Dessì con soldi propri e non dei cittadini potrà normalmente nominare consulenti, avvocati e quant'altro per verificare le sue ragioni. Sono però convinto che Arbus andava amministrata per tutti i suoi 26716 ettari di territorio e non far cadere un’amministrazione per una questione di difficile comprensione di soli 0,5 ettari».

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