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>I Pacemaker e i defibrillatori saranno costantemente sotto controllo senza dover necessariamente sottoporli alla verifica ambulatoriale dal parte del cardiologo.
Una realtà per dodici pazienti del reparto di Cardiologia dell’ospedale di San Gavino guidato da Gianfranco Delogu che hanno aderito al progetto di controllo remoto dei dispositivi impiantabili. In questo modo grazie al gruppo di lavoro composto da medici e infermieri la loro attività cardiaca sarà costantemente monitorata.

Il monitoraggio in remoto dei dispositivi impiantati permette oltre al controllo costante del dispositivo, che riduce drasticamente il numero di controlli ambulatoriali necessari, anche di monitorare a distanza e costantemente le condizioni cliniche del paziente, individuando eventuali episodi aritmici pericolosi. In caso di anomalie importanti il cardiologo di turno, viene allertato immediatamente dal programma e provvederà a convocare il paziente per un controllo più accurato in modo da intervenire immediatamente.

Ai pazienti con scompenso cardiaco vengono inoltre consegnati una bilancia ed uno sfigmomanometro che si collegano in wireless con il dispositivo di monitoraggio remoto presente in ospedale. In questo modo vengono inoltre rilevati anche i parametri di peso, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, attività fisica ed eventuale iniziale accumulo di liquidi nei polmoni che, se rilevati precocemente danno la possibilità di intervenire e prima che le condizioni cliniche del paziente possano subire un peggioramento.
Il gruppo di lavoro, costituito da infermieri e medici della Unità operativa di Cardiologia è coordinato da Roberto Floris.
Ad integrare il sistema di controllo dei portatori di dispositivi a breve sarà attivato anche il nuovo punto di controllo cardiologico ambulatoriale al Centro di Salute di Serramanna.
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