Asl Medio Campidano: eseguito il primo impianto in Sardegna di pacemaker leadless senza fili


REDAZIONE
Un nuovo traguardo per la sanità del Medio Campidano. A metà febbraio, la Cardiologia dell’Ospedale Nostra Signora di Bonaria ha eseguito il primo impianto in Sardegna di pacemaker leadless senza fili con accesso venoso giugulare, una procedura innovativa che supera il tradizionale approccio femorale dall’inguine e colloca il reparto sangavinese tra i centri di riferimento nazionali per la cardiostimolazione di ultima generazione. L’intervento è stato effettuato a San Gavino Monreale sotto la direzione della Maria Valeria Demontis, alla guida dell’Unità Operativa di Cardiologia, proseguendo il percorso di innovazione avviato dal 2016 dal Gianfranco Delogu, recentemente collocato a riposo. La procedura è stata eseguita dall’aritmologo interventista Roberto Floris, con il supporto dell’équipe infermieristica, della sala operatoria e dei tecnici della Radiologia. La tecnica, descritta lo scorso anno in uno studio comparativo pubblicato sulla rivista scientifica Europace, è oggi adottata da pochi centri d’eccellenza in Europa e sta progressivamente diffondendosi anche in Italia. L’accesso venoso attraverso la vena giugulare destra consente una riduzione dei tempi di intervento e dell’esposizione radiologica, una diminuzione significativa delle complicanze fino a cinque volte rispetto all’approccio femorale e un recupero molto più rapido per il paziente. Secondo la direzione del reparto, l’introduzione di modalità d’impianto più rapide e sicure amplia l’indicazione dei pacemaker senza fili anche a pazienti fragili o con scarso patrimonio vascolare femorale, tradizionalmente più esposti a rischi procedurali. L’accesso giugulare ecoguidato permette inoltre al paziente di assumere la posizione seduta subito dopo l’impianto e di riprendere la mobilizzazione nel giro di poche ore, condizioni non possibili con la tecnica tradizionale. L’innovazione si inserisce in un percorso di crescita più ampio della Cardiologia sangavinese, che comprende il controllo remoto dei dispositivi impiantabili, con oltre mille pazienti seguiti direttamente a domicilio, l’ampliamento dell’ambulatorio sincope con l’introduzione del tilt test, e il potenziamento dell’area ecocardiografica con l’avvio della letto-ergometria, oggi standard di riferimento nell’ecografia da sforzo.   La direzione del reparto sottolinea come i risultati raggiunti siano frutto di un lavoro di squadra consolidato, basato su formazione continua, aggiornamento tecnologico e sulla professionalità di un’équipe giovane, affiancata da personale infermieristico e operatori socio-sanitari di elevata competenza. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al personale della sala operatoria e ai tecnici della Radiologia, il cui contributo è stato determinante per il successo dell’intervento.

© Riproduzione riservata