di Carlo Fadda
Minacciose nuvole scure piene di pale eoliche, si aggirano prepotentemente nei territori di Marmilla, Sarcidano e Trexenta. A destare tanta preoccupazione tra le popolazioni e gli amministratori locali, sono i progetti calati dall’alto tramite il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, che scavalcano i Comuni, la Regione e le Soprintendenze, per i parchi eolici che si vorrebbero installare in parecchi paesi. E quanto emerge da un’affollata e rumorosa assemblea pubblica svoltasi mercoledì al Centro culturale Giovanni Lilliu di Barumini. Si tratta di un impianto di energia elettrica eolica costituito da decine di aerogeneratori, con pale alte 200 metri (come un grattacielo di 70 piani), che interessano i Comuni di Barumini, Villanovafranca, Las Plassas, Gergei, Escolca, Serri, Isili, Nurallao, Genoni e altri. “Contestiamo il modo sprezzante, senza alcun coinvolgimento e non autorizzato, di questi progetti di interesse nazionale. Abbiamo il nuraghe Su Nuraxi l’unico sito Unesco della Sardegna, che va tutelato assieme agli altri siti archeologici, storici e culturali del territorio” afferma Michele Zucca sindaco di Barumini. Gli fa eco Marco Pisano presidente dell’Unione dei 18 Comuni della Marmilla: “Dobbiamo ribellarci a questo scempio. E poi che posizione sta assumendo la Regione Sarda per questi progetti”.
[caption id="attachment_112188" align="alignleft" width="395"]
Michele Zucca, sindaco di Barumini[/caption]
Tantissimi gli interventi di sindaci, amministratori locali, agricoltori e cittadini, dai quali emerge con chiarezza il No alle pale eoliche, fossati e cavidotti che danneggerebbero irreversibilmente e in modo disastroso l’intero territorio, con gravissimi danni all’ambiente e allo sviluppo del settore agro-pastorale. “Sono a favore delle energie rinnovabili, ma non a queste condizioni imposte dall’alto. Noi ci opporremo a tutte le richieste speculative e agli interessi economici con miliardi di euro di investimenti. È grave il silenzio del presidente della Regione, dell’Assessore regionale all’Ambiente e all’Industria, che dovrebbero prendere una posizione chiara” sottolinea Eugenio Lai sindaco di Escolca e Consigliere regionale. Lavori che deturperebbero irreversibilmente l’intero territorio a vocazione turistica internazionale, con tanti nuraghi, tombe dei giganti, pozzi sacri, villaggi nuragici, castelli e l’altipiano della Giara. Gli allevatori e agricoltori chiedono la mobilitazione condivisa dalle loro associazioni di categoria presenti: “Siamo con voi contro queste imposizioni, con voi manifesteremo e se serve bloccheremo anche le strade” sostiene Luca Saba direttore regionale della Coldiretti.
Alla fine dell’infuocata assemblea pubblica, all’unanimità si è deciso che mercoledì 12 aprile alle 9,30 si ritroveranno a Genoni per una sfilata di trattori e macchine, che si concluderà dopo 15 chilometri attraversando i Comuni di Nuragus e Gesturi, sino al Centro culturale Giovanni Lilliu di Barumini, per un’assemblea popolare con le popolazioni interessate, le Unioni dei Comuni, Comunità montana, l’Anci Sardegna, Associazioni di agricoltori e allevatori, e l’Assessore regionale all’Ambiente Marco Porcu che ha dato la sua disponibilità. “A questi interessi economici con miliardi di euro di investimenti, che produrrebbero nove volte il fabbisogno della Sardegna, dobbiamo tutti insieme far sentire la nostra contrarietà, anche perché i tempi sono molto stretti” conclude Emanuele Lilliu presidente della Fondazione Barumini che gestisce i monumenti storici, archeologici e culturali. Si prospetta quindi una grande mobilitazione popolare per manifestare contro questi progetti della Comunità europea, con un fiume di soldi che fa gola ad alcune multinazionali. E tra 20 anni sostengono i presenti, ci ritroveremmo cattedrali nel deserto, non più attuali e con giganteschi problemi di smaltimento. Devono individuare altri territori dove si creerebbero meno danni ambientali e al territorio, dichiarano in coro i partecipanti.
© Riproduzione riservata