Barumini protagonista all’undicesimo Expo sui Beni culturali


di Carlo Fadda
È stato un autentico successo l’undicesimo Expo del turismo culturale in Sardegna svoltosi dal 7 al 10 novembre nel Centro culturale Giovanni Lilliu, Polo museale di Casa Zapata e la Scuola di restauro, con decine di centinaia di visitatori. Barumini conferma anche nell’edizione del 2025, il suo ruolo di primo piano, essendo stato ancora una volta la capitale del turismo culturale. Un ricco programma in cui sono state mostrate le eccellenze del turismo culturale nell’Isola: artigianato, degustazioni, enogastronomia, spettacoli, convegni, siti culturali, workshop e laboratori. La manifestazione ha avuto lo scopo di rilanciare l’economia, e tra l’altro, un’importante occasione di promozione dei principali siti culturali, dei produttori del settore enogastronomico e dell’artigianato artistico dell’intera Sardegna. Inoltre, c’è stato approfondimento, dibattito con esperti, ricerca e intrattenimento, grazie ai convegni, mostre, degustazioni, rievocazioni storiche, momenti di spettacolo, laboratori didattici dedicati a studenti e pubblico adulto. Decine i siti culturali gestiti a livello regionale presenti, tantissimi gli operatori isolani dell’enogastronomia e artigianato con oltre 20 stand espositivi. Ma anche decine i tour operator nazionali e internazionali per la domanda e offerta del settore, che hanno incontrato nella struttura del Polo museale di Casa Zapata 60 aziende del settore turistico e culturale della Sardegna, oltre ai giornalisti italiani ed esteri, per attivare nuovi canali di sviluppo turistico. Tra l’altro, è stata inaugurata l’esclusiva mostra “Restituzioni. Dal patrimonio depredato al patrimonio restituito”, frutto di una corale collaborazione tra Fondazione Barumini Sistema Cultura, Comune di Barumini, Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, le Soprintendenze di Cagliari e Sassari, la Soprintendenza archivistica, la Direzione Regionale Musei della Sardegna, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, i Musei Sanna e Asproni, e gli Archivi di Stato di Cagliari e Sassari. “Quello che abbiamo vissuto in questi giorni, è il risultato di un pensiero collettivo, una rete che unisce istituzioni, università, operatori e comunità locali. Expo è lo strumento che apre la nostra storia al mondo, ed è qui che si costruiscono opportunità concrete per il lavoro, la ricerca e la promozione delle eccellenze locali”: sottolinea il presidente della Fondazione Barumini Emanuele Lilliu, che gestisce il sito Unesco del nuraghe Su Nuraxi patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1997, il Polo museale di Casa Zapata, la Scuola di restauro e il Centro culturale Giovanni Lilliu. All’undicesimo Expo Turismo Culturale in Sardegna, l’attenzione si è spostata anche sul Laboratorio di Restauro, per la presentazione del Corso di Laura magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, promosso dall’Università degli Studi di Cagliari insieme alla Soprintendenza per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna. Un progetto didattico che, insieme alla collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, promette di portare tecnologie avanzate e competenze di alto livello, in un centro che si candida a diventare polo di eccellenza nella diagnostica e nella conservazione. “Barumini promuove l’inseparabile binomio turismo-cultura, diventando capitale sarda del comparto. I dati di una stagione turistica che si avvia alla conclusione con oltre 150 mila visitatori, testimoniano a Barumini il ruolo di traino degli attrattori culturali e archeologici” rilevano gli amministratori comunali con in testa il sindaco Michele Zucca.  Tanta è stata la partecipazione all’evento organizzato dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura e dal Comune, che rientra nell’ambito delle manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, promosse e finanziate dalla Regione Sarda attraverso l’assessorato del Turismo, come momento d’incontro e scambio tra i più variegati settori della cultura e del turismo isolano, al fine di contribuire allo sviluppo del turismo culturale e delle aree interne. Un’importante e speciale vetrina per il patrimonio culturale della Marmilla, Medio Campidano e la Sardegna intera. Soddisfatti gli organizzatori, espositori e partecipanti, che si danno appuntamento alla prossima edizione del 2026.

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