Cagliari, le nuove abitudini al tempo del coronavirus


di Antonio Obinu
Il COVID-2019 ha radicalmente e drammaticamente cambiato le nostre abitudini di vita. Il Governo centrale e le Amministrazioni locali attraverso una serie di provvedimenti urgenti limitano all’essenziale lo spostamento dei cittadini per meglio contrastare l’emergenza epidemiologica. A Cagliari la giunta Truzzu ha dapprima sospeso il servizio di rimozione dei veicoli in concomitanza con la pulizia delle strade, quindi ha deciso la chiusura dei parchi cittadini e i mercati all’aperto. Slitta anche il pagamento delle tasse prima fra tutte la TARI con scadenza posticipata al 30 Giugno. Questo è il periodo dei social network, utilizzati nei modi più singolari e bizzarri per solidarizzare: nei giorni scorsi i bambini hanno appeso alle finestre delle città i loro disegni accompagnati dall’immancabile hashtag #noifacciamolanostraparte. C’è chi ha proposto un flashmob sonoro: aprire le finestre e far ascoltare la musica, sia che siamo noi a suonare uno strumento sia che venga riprodotta da un impianto stereo. Chi invece, in un afflato collettivo, si è affacciato alla finestra o ai balconi di casa per salutarci con un unico grande applauso. Nella giornata di ieri, alle sei del pomeriggio l’inno di Mameli e la fanfara dei bersaglieri risuonavano nella città di Cagliari e Ancona - come in molti altri centri della penisola - e poi musica, fuori dalla propria finestra quasi di continuo e sul finire della serata un segnale luminoso in contrasto con le luci domestiche spente affinché l’Italia fosse visibile dal satellite. Si segnala anche l’iniziativa di una ragazza sarda che da alcuni anni si è trasferita a Roma per lavoro: tutti i giorni alle 21 fare almeno 5 minuti di meditazione chiedendo, ognuno a modo suo, il risveglio delle coscienze per rispettare il Pianeta dove viviamo. I social sono utilizzati anche dalle due amiche che pur di incontrarsi si danno sempre appuntamento in farmacia. Andrà tutto bene.

© Riproduzione riservata