Cambiamenti climatici: la lezione arriva sempre dai più giovani


di Emanuele Corongiu Saranno più incoscienti, saranno più impulsivi, avranno poca esperienza, ma alla fine sono sempre loro a dare le lezioni più dure, i ragazzi. Greta Thunberg ha solo dato inizio a ciò che in molti volevano fare ma non trovavano il coraggio, e ora, pieni di orgoglio, molti hanno trovato proprio in lei quella forza che mancava per farsi sentire. Il mondo dei grandi, offuscato da chissà cosa, decide di non cambiare, di ignorare il mondo scientifico, di rallentare i processi di cambiamento verso un mondo verde. I ragazzi, dal canto loro, decidono di alzare la testa, vanificando i commenti di tanti che li definiscono vaganti senza meta, e facendosi sentire, in ogni dove, rivendicando il futuro che gli spetta, e che le grandi industrie minacciano nonostante si sappia quanto pericoloso sia ignorare l’inquinamento che si produce. Dalle parole ai fatti, in politica il passo non è quasi mai breve, e qui in Italia la cultura su questo aspetto è ancora neonata, forse già gattona, ma troppo giovane rispetto a tanti paesi europei. Le normative stanno arrivando o sono arrivate, e la prossima scadenza è il piano 20 20 20, diminuire del 20% i gas serra, aumentare del 20% la produzione di energia elettrica fa fonti rinnovabili e aumentare del 20% il risparmio energetico entro il 2020. In attesa che tutta la società si svegli definitivamente e decida di cambiarsi, ispirati ai loro ideali, alcuni ragazzi danno il meglio di sé e con piccoli gesti, anche silenziosi. Iniziano a rimboccarsi le maniche per informare tutti che di questo passo non si va da nessuna parte. Anche a Cagliari, davanti al palazzo della Regione, Michele Melis, 18 anni, di Serrenti, appena diplomato, vuole dire la sua, a modo suo. Quando hai capito che era giunto il momento di metterci la faccia? «Ho sentito parlare del friday’s for future a marzo, quando si stava organizzando il primo sciopero globale, quello del 15 marzo. Da lì in poi mi sono sempre più informato. Ho letto articoli e visto documentari, e non potevo stare zitto e fermo a guardare. I miei stessi genitori mi hanno detto di rimanere a casa e non andare in piazza ma è davvero troppo importante. Adesso che sono diplomato non ho proprio scuse come “ho una verifica stamattina”». Secondo te la popolazione è davvero consapevole di cosa siano i cambiamenti climatici? «Credo che ci siano tanti dubbi riguardo i cambiamenti climatici e non penso sia solo colpa di noi persone comuni. I politici hanno fatto finta di nulla per tutto questo tempo. Adesso che è quasi troppo tardi per sistemare la situazione non possono più dire “dopo ci pensiamo”, si sta parlando del futuro di noi giovani, ma anche dei nostri figli e nipoti». Fino a quando continuerai questa tua piccola lotta? «Dato che non sono una persona impegnata e posso farlo, credo che inizierò ad andare a manifestare ogni venerdì, proprio come Greta». Quali sono i tuoi obiettivi? «Abbiamo poco tempo rimasto per sistemare il casino. Voglio che le persone si rendano conto della situazione. Voglio che agiscano tutti e che i politici si preoccupino davvero. Bisogna solo leggere e informarsi, dopo che conosci la situazione non puoi più far finta di niente, o almeno questo è ciò che è successo a me».

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