In attesa che tutta la società si svegli definitivamente e decida di cambiarsi, ispirati ai loro ideali, alcuni ragazzi danno il meglio di sé e con piccoli gesti, anche silenziosi.
Iniziano a rimboccarsi le maniche per informare tutti che di questo passo non si va da nessuna parte.
Anche a Cagliari, davanti al palazzo della Regione, Michele Melis, 18 anni, di Serrenti, appena diplomato, vuole dire la sua, a modo suo.
Quando hai capito che era giunto il momento di metterci la faccia?
«Ho sentito parlare del friday’s for future a marzo, quando si stava organizzando il primo sciopero globale, quello del 15 marzo. Da lì in poi mi sono sempre più informato. Ho letto articoli e visto documentari, e non potevo stare zitto e fermo a guardare. I miei stessi genitori mi hanno detto di rimanere a casa e non andare in piazza ma è davvero troppo importante. Adesso che sono diplomato non ho proprio scuse come “ho una verifica stamattina”».
Secondo te la popolazione è davvero consapevole di cosa siano i cambiamenti climatici?
«Credo che ci siano tanti dubbi riguardo i cambiamenti climatici e non penso sia solo colpa di noi persone comuni. I politici hanno fatto finta di nulla per tutto questo tempo. Adesso che è quasi troppo tardi per sistemare la situazione non possono più dire “dopo ci pensiamo”, si sta parlando del futuro di noi giovani, ma anche dei nostri figli e nipoti».
Fino a quando continuerai questa tua piccola lotta?
«Dato che non sono una persona impegnata e posso farlo, credo che inizierò ad andare a manifestare ogni venerdì, proprio come Greta».
Quali sono i tuoi obiettivi?
«Abbiamo poco tempo rimasto per sistemare il casino. Voglio che le persone si rendano conto della situazione. Voglio che agiscano tutti e che i politici si preoccupino davvero. Bisogna solo leggere e informarsi, dopo che conosci la situazione non puoi più far finta di niente, o almeno questo è ciò che è successo a me».
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