>Il 14 e 15 Maggio anche la diocesi di Ales - Terralba sosterrà, in tutte le parrocchie, l'importante iniziativa promossa dal Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario): "Abbiamo Riso per una Cosa Seria". Il riso è l’alimento più consumato in tutto il mondo, soprattutto tra i più poveri, e viene coltivato in quasi tutti i Paesi del mondo. 14 anni fa FOCSIV lo ha reso protagonista della Campagna "Abbiamo RISO per una cosa seria", a sostegno dell’agricoltura familiare in Italia e nel mondo: un modello che coniuga diritto al cibo e dignità dell’uomo, per un’ecologia integrale. La ONG regionale, "Piccoli Progetti Possibili", con i fondi di questa campagna, continua la sua opera a favore delle popolazioni del terzo mondo, rafforzando la sua presenza nel Ciad iniziata nel 2000, con il supporto della Caritas Diocesana e con al suo attivo importanti progetti in attuazione. "Un mulino per il sorgo" è ’intervento programmato che ha l’obiettivo di installare un servizio di macinazione del sorgo decentrato, usufruibile da 15 villaggi abitati da 5.000 persone, nel distretto di Tougoudé ( distanti da Bongor 30 km), la costruzione cioè di un edificio che ospiti un mulino a martelli con motore elettrico da 220V, 3 HP, con una produzione oraria variabile dai 50 ai 250 kg di farina. Ne beneficeranno soprattutto le donne che saranno liberate dal lungo e duro lavoro di macinazione e avranno più tempo da dedicare alla famiglia e all’istruzione. Inoltre saranno proprio loro che gestiranno il mulino, permettendole di lavorare, di emanciparsi e aiutare economicamente la famiglia. Si eviteranno inoltre i lunghi e costosi spostamenti per andare ai mulini cittadini (500 F per 10 Km). Il sorgo rosso è l’alimento base della popolazione Masa che vive nel Mayo Kebby in Ciad , Bongor. La coltivazione del sorgo rosso è fatta su base familiare, monoculturale, poco produttiva , su superfici familiari da 1 a 3 carré (1 carré = 2.500 mq) durante la stagione delle piogge. Tutti i lavori agricoli dalla preparazione del terreno alla raccolta sono fatti manualmente. Nel costante tentativo di aiutare le popolazioni in difficoltà nei luoghi di nascita e di vita, la piccola ONG regionale fa proprie le parole del papa : L’agricoltura familiare libera i contadini ed i consumatori dalla schiavitù imposta dalle multinazionali dell’agroalimentare e dalla fame di milioni di uomini e donne; salvaguardando le biodiversità, le colture e le culture dei diversi popoli e paesi, nel pieno rispetto e custodia del Creato. Tarcisio Agus
© Riproduzione riservata