Industria
«Nell’economia di una Regione non si può prescindere dal valorizzare realtà industriali e produttive compatibili con ambiente e territorio». Il senatore rilancia la sua idea di industria moderna, con meno burocrazia e connessa all'ambiente e al turismo, un settore strategico dell'economia sarda. In particolare a differenza dei precedenti governi Solinas non vuole un "ambientalismo di facciata" che penalizza il reddito e la sopravvivenza di migliaia di famiglie. Per rilanciare lo sviluppo «occorre un sistema di compensazione degli svantaggi strutturali. Noi la chiamiamo da sempre zona franca».
Agricoltura
"Non solo parole, ma fatti". Anche sul tema dell'agricoltura non si è limitato a promettere come altri, ma davanti a diversi allevatori e agricoltori ha sottoscritto il patto di Ollolai, iniziativa promossa insieme al sindaco Efisio Arbau. Al primo punto l'abbattimento della burocrazia, ostacolo per il pagamento regolare dei premi comunitari ad agricoltori e pastori. Sarà necessaria una legge che accrediti i CAA, centri di assistenza agricola che certificano i dati riportati dalle domande. Si tratta di un problema urgente del settore agricolo alle prese con i continui ritardi e insicurezza nella ricezione dei premi comunitari. Il settore agropastorale è un patrimonio dell’Isola e deve trovare una collocazione nello scacchiere dello sviluppo economico della Sardegna.
Urbanistica
Restituire centralità agli enti locali è il principale obiettivo del candidato. Occorrono norme chiare che incidano sul territorio. Per il senatore la tutela paesaggistica non dev'essere una religione, ma un valore: «Le zone interne custodiscono la cultura plurimillenaria sulla quale devono poggiare i modelli di sviluppo». Tante bellezze devono essere ancora valorizzate, come gli oltre 7mila nuraghi e i giganti di Mont’e Prama. «Bisogna partire da un modello di eccellenza come Barumini per valorizzare l'immenso patrimonio culturale della Sardegna».
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