I favorevoli tassi di interesse sui mutui – una costante di questi anni che probabilmente non durerà ancora a lungo – e l’intervento della Commissione Europea sulla gestione dell’Euribor – il tasso d’interesse di prestiti e prodotti di finanza derivata – hanno permesso a molti Comuni di rinegoziare i contratti stipulati in passato; questa tendenza, che rimane ancora attuale, deve essere incentivata e estesa – nel prossimo futuro e anche quando i tassi torneranno a crescere – a tutti gli enti e istituti erogatori di risorse con l’obiettivo di creare nuove opportunità di investimento pubblico locale.
Peraltro, la maggior parte di questi mutui sono stati accesi con Cassa Depositi e Prestiti, rispetto alla quale i sindaci devono esigere un radicale cambiamento: il risparmio postale dei cittadini e la sua raccolta devono tornare alla finalità prioritaria di favorire con tassi agevolati gli investimenti degli enti locali. Cosa che non accade oggi, considerati i tassi praticati e il tentativo da parte di Lega e 5 Stelle di utilizzare quelle risorse per realizzare reddito di cittadinanza o flat tax.
Infine, allentare il patto di stabilità – quanto meno potervi dedurre le spese per gli investimenti – e liberare l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione dagli attuali vincoli, sono temi da introdurre con urgenza nell’agenda politica. E laddove il ceto politico si dimostra incapace di intervenire, lo fa la Corte Costituzionale affermando “la necessità di assicurare la piena disponibilità dell’avanzo di amministrazione agli enti che lo realizzano”, e mettendo finalmente un primo netto limite agli eccessi del pareggio di bilancio che impedivano ai Comuni di utilizzare risorse disponibili in cassa.
Walter Tocco
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