La “Sagra del carciofo di Samassi”, la Sagra dell'asparago di Gesturi e il “Festival delle erbe officinali di Ussaramanna” stanno contribuendo a rivoluzionare il sistema dell’organizzazione delle feste locali, che attirano un gran numero di visitatori e consentono ai coltivatori, artigiani e hobbisti di mostrare e vendere i loro prodotti
di Fulvio Tocco
Che si chiami sagra o si chiami festival, le esperienze che si stanno compiendo in tanti comuni della Sardegna, in aggiunta alle feste religiose, non vanno sottovalutate. Non vanno minimizzare soprattutto ora che i piccoli centri soffrono il declino demografico. Sono delle forme organizzative sostenibili e assai partecipate in grado di mettere in evidenza le tradizioni popolari tra storia, territorio, artigianato artistico, gusto, cibo e nel contempo di affascinare gli amanti del turismo di un giorno e del turismo lento.
Quando queste feste rurali vengono associate ai prodotti tipici locali o al territorio (con le sue biodiversità animali e vegetali) il successo di visitatori è assicurato. Recentemente, nei paesi del Medio Campidano, si sono svolte con un boom di presenze la “Sagra del carciofo di Samassi”, la Sagra dell'asparago di Gesturi e il “Festival delle erbe officinali di Ussaramanna”. Osservandole attentamente si è potuto notare che, grazie alle istituzioni e associazioni, sono iniziative che stanno contribuendo, di anno in anno, a rivoluzionare il sistema della pianificazione delle feste locali. Nel comune di Ussaramanna, per esempio, i turisti hanno potuto partecipare alle escursioni guidate di botanica finalizzate alla valorizzazione degli ulivi secolari e sull’osservazione di un vecchio mandorleto con le delucidazioni di illustri studiosi universitari. È stata una bella occasione colta per prendere coscienza del valore delle biodiversità presenti sul campo. La biodiversità, è risaputo, rafforza la produttività e la visibilità di un qualsiasi ecosistema ed essendo di grande valore per le zone rurali della Sardegna è bene proteggerla.
I comuni di Samassi, Gesturi e Ussaramanna stanno facendo la loro parte. Questo dato va a loro favore.
Tali manifestazioni, sostenute sapientemente dalle rispettive amministrazioni comunali e animate dagli operatori che mettono in mostra i loro prodotti, oltre a evidenziare una tipicità, rappresentano anche un’occasione per ammirare le bellezze architettoniche delle case rurali e paesaggistiche.
Possono portare i turisti a scoprire località di grande interesse, ricche di coltivazioni di carciofo, dei cavallini selvatici, di olivi secolari e mandorleti di 100 anni e tanto altro ancora.
Le giornate di festa, di questi comuni, non si svolgono più nella piazza principale del paese ma si snodano lungo le strade, i rioni e anche nelle campagne, rendendo più interessante la visita.
Gli argomenti trattati, di norma, non riguardano solo il tema di richiamo: “carciofo”, "asparago" o “erbe officinali” ma la tradizione storico culturale complessiva del paese organizzatore per cui possono essere considerate dei "grandi eventi" che contribuiscono a rendere ancora vivibili i centri che tendono inarrestabilmente a spopolarsi.
Le feste in questione vanno oltre l’offerta di derrate, cibi e dolci; sono una testimonianza viva delle radici culturali delle comunità del Campidano e della Marmilla, capaci di regalare momenti unici di approfondimento della conoscenza e dell’accoglienza. In qualche modo i Comuni, gli organizzatori e gli operatori tutti diventano custodi della storia e del patrimonio culturale di una comunità celebrando naturalmente il legame tra la gente e la terra.
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