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Giuseppe Altea[/caption]
Formato da giovani studenti di diverse località della Sardegna, il coro Carrales, guidato dall’arburese Giuseppe Altea, prosegue nell’impegno di portare all’attenzione del pubblico il patrimonio naturale che caratterizza la nostra isola.
Abbiamo parlato del gruppo con alcuni suoi componenti.
«Stiamo preparando - sostiene Claudio Podda - una struttura associativa più solida e lineare, per rispondere prontamente alla ripresa delle attività artistiche, di cui, con tanta ambizione, desideriamo essere protagonisti».
Il canto, nobile arte; per alcuni si tratta di un talento ereditato
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Claudio Podda[/caption]
in famiglia, come nel caso di Andrea Idda di Cuglieri: «Ho sempre avuto la passione del canto soprattutto grazie a mio padre che, sempre nella specialità a cuncordu, mi ha dato la fortuna di crescere con la musica ed il canto tradizionale sempre in casa. Il Coro Carrales mi ha quindi permesso, una volta arrivato a Cagliari, di non interrompere il mio legame con il canto ma, anzi, mi ha permesso di conoscere la bellezza del coro polifonico maschile. La cosa più importante è che, grazie alla presenza di coristi da tanti paesi diversi, mi ha dato la possibilità di conoscere i canti tradizionali di tante realtà a me nuove e, molto spesso, di visitarle direttamente grazie ai tanti concerti che ci permettono di girare in lungo e in largo l'isola».
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Andrea Idda[/caption]
Vi è il legame di amicizia da vecchia data con il leader del gruppo. «Io e Giuseppe - afferma Claudio Podda di Perdasdefogu - siamo amici da prima che entrassi a far parte del coro, il quale diventò, dopo un periodo di pausa, il coro Carrales. Decidemmo di ripartire, convincendolo, sposando e condividendo l'ambizioso progetto musicale che aveva in mente. Lo sostenemmo con le linee organizzative ancora attuali, che definimmo insieme all'epoca, affinandole col tempo e riuscendo a creare un grande gruppo di amici». La peculiarità del coro, però, è anche il punto che richiede maggior lavoro: la dimensione studentesca. Per quanto ricca di entusiasmo, energia e freschezza vocale, è spesso accompagnata da inesperienza e temporaneità. Questo costringe - direttore e direttivo - alla continua ricerca di nuovi talenti, da integrare ed amalgamare in una realtà sempre più eterogenea.
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Daniele Ledda[/caption]
In uno sguardo retrospettivo, Daniele Ledda di Domus de Maria afferma che «la prima cosa che mi viene in mente pensando al Coro Carrales e ai miei 8 anni come membro dello stesso è quasi banale: fratellanza. Lo spirito di fratellanza all'interno del coro si manifesta nell'armonia del canto e nella complicità che lega ciascuno dei componenti gli uni con gli altri. Ci sono fratelli maggiori, come Giuseppe e Claudio, che con pazienza e grande passione ci spronano a dare il meglio vocalmente e umanamente e ci sono fratelli minori che arrivano animati da una grande voglia di scoprire la nostra dimensione, che magari avevano assaporato da un nostro concerto, da un video su YouTube o dai racconti di altri Carrales e portano una ventata di entusiasmo e voglia di mettersi costantemente in gioco. Ma la fratellanza si concretizza anche nelle collaborazioni con le tante associazioni ed enti locali e altri cori con cui condividiamo il palco. Dal progetto Insieme in concerto sono nate infatti proficue e interessanti collaborazioni».
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Manolo Manca[/caption]
Considerazioni condivise con Manolo Manca di Ghilarza per il quale «stare nel coro Carrales non significa semplicemente stare in un coro; è un intreccio di relazioni, amicizie e sentimenti che vanno al di là della pura forma musicale. Ogni membro del coro possiede, con qualcuno più con qualcuno meno, un legame particolare che si riflette anche nel momento del canto. E del cantare in questo coro mi piace proprio che l'armonia creata con le voci non è solo musicale ma anche quella creata, durante il canto, semplicemente da un gioco di sguardi. Proprio Giuseppe, il nostro direttore, è riuscito in questi anni a trasmettere a ognuno di noi la passione per il canto e per il coro che ci permette di emozionarci ogni volta che cantiamo un semplice brano».
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