In queste settimane l’Italia si sta spaccando in due. La causa è il virus del SARS-CoVid-2 arrivato dalla Cina. Quando i casi romani iniziavano a stabilizzarsi, e soprattutto dopo la guarigione dell’italiano rimpatriato la situazione sembrava essersi stabilizzata. Purtroppo, poco tempo dopo sono iniziati i contagi nel nord e la situazione è un po’ sfuggita di mano. Nel breve tempo i contagi sono diventati centinaia e dalle immagini degli scaffali vuoti visti sui social si è passati alle critiche rilanciate da più persone alle misure di isolamento che hanno dovuto adottare le istituzioni. Dalla dottoressa Gismondo che rimproverava lo scambio di “un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale” al noto medico Burioni che definisce senza troppo girarci intorno “una scemenza gigantesca” quanto detto dalla collega. Insomma, settimane poco felici quelle del virus nel bel paese che vede tanti estremi e poche sfumature con ovvie ripercussioni sullo stile di vita delle persone nelle zone rosse ma anche grosse preoccupazioni, spesso enfatizzate, nel resto del paese. Un settore molto colpito sicuramente è quello economico, ma nella nostra regione, come nelle altre, ci sono stati problemi anche di altra natura, la carenza di sangue. Forse è poco noto, ma la Sardegna molto spesso usufruisce di sacche di sangue importate da altre regioni, questo è anche dovuto ai casi diffusi di talassemia. Nel pieno dell’emergenza coronavirus è nata la preoccupazione di una conseguente emergenza sangue. Per questo motivo l’Avis Sardegna ed altri sensibili al settore in questi giorni stanno promuovendo una campagna di raccolta sacche. Le donazioni ordinarie allora non bastano e l’associazione fa appello al buon cuore dei sardi per una situazione già complicata che rischia di peggiorare. Non tutte le categorie possono donare, per farlo basta essere in buona saluta e avere un’età compresa tra i 18 ed i 60 anni, con un peso superiore ai 50Kg. Donare è un gesto gratuito che può salvare tante vite. Ogni anno viene importato il 30% del fabbisogno di sangue con costi valutati in milioni di euro, donare, in realtà, è una necessità che la regione ha a prescindere dalla particolare situazione presente nella penisola ma che rischia ora di appesantirsi.
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