La Regione destina oltre 56,8 milioni di euro della variazione di bilancio agli interventi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale della Sardegna, con risorse rivolte alle aree protette, alle infrastrutture verdi e blu e alla gestione delle coste.
La quota più consistente, 23 milioni 295mila euro, è destinata ai parchi naturali regionali di Gutturu Mannu, Molentargius-Saline, Porto Conte e Tepilora. La ripartizione delle somme tra i quattro parchi sarà stabilita con un successivo provvedimento della Giunta regionale.

«Dopo la fase della pianificazione occorre dare ai parchi gli strumenti per tradurla in interventi. La tutela non significa chiudere un territorio, ma gestirlo bene, recuperare ciò che esiste, proteggere gli habitat e rendere compatibile la fruizione con la conservazione della natura» dichiara l’assessora regionale all'Ambiente Rosanna Laconi.
Le risorse potranno finanziare, in base alle previsioni dei singoli strumenti di pianificazione, il recupero e la messa in sicurezza di accessi e percorsi, la riqualificazione degli edifici esistenti al servizio dei parchi, il recupero degli habitat e la realizzazione di strutture leggere destinate a una fruizione sostenibile. Al sistema delle aree protette si affiancano 3,5 milioni di euro per la gestione della Rete Natura 2000, 300mila euro per le oasi permanenti di protezione faunistica e 100mila euro destinati al programma Man and Biosphere dell’Unesco. Un ulteriore finanziamento di 4,5 milioni di euro per il 2026 riguarda il Parco naturale regionale di Tepilora e servirà al completamento delle infrastrutture dedicate all’educazione non formale e all’outdoor education giovanile, all’educazione ambientale, alla divulgazione scientifica, alla formazione permanente e alla promozione del turismo sostenibile. Per la gestione sono inoltre previsti 100mila euro all’anno nel triennio 2026-2028. Altri 8 milioni di euro finanzieranno le infrastrutture verdi e blu attraverso un ulteriore scorrimento della graduatoria dell’azione 3.7.2 del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) a favore dei comuni già ammessi. Gli interventi potranno interessare parchi urbani, boschi, filari alberati, corsi d’acqua, zone umide e connessioni ecologiche, con l’obiettivo di produrre benefici ambientali e aumentare la capacità dei centri abitati di fronteggiare ondate di calore ed eventi meteorologici intensi.
Alla Conservatoria delle Coste sono assegnati 7 milioni 456mila euro nel triennio per rafforzarne la capacità operativa e la programmazione pluriennale. Un ulteriore stanziamento di 1,3 milioni è destinato alla gestione della posidonia depositata sui litorali, con interventi compatibili con la protezione delle spiagge e il contrasto all’erosione.
Alle aree marine protette andranno invece 5 milioni di euro nel triennio: un milione nel 2026 e due milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Le somme serviranno a intervenire sulle carenze infrastrutturali degli insediamenti delle isole minori attraverso soluzioni per l’approvvigionamento energetico, la gestione delle risorse idriche e i sistemi fognari e depurativi compatibili con il valore ambientale dei territori interessati.
Per il 2026 aumenta di 2 milioni di euro il fondo di rotazione attraverso il quale gli enti locali possono ottenere finanziamenti per progettare opere di difesa e riqualificazione costiera.
La variazione di bilancio garantisce infine la prosecuzione del progetto Neptune, con 350mila euro all’anno dal 2026 al 2028 destinati al Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università degli Studi di Cagliari. L’attività di ricerca è finalizzata allo sviluppo di strumenti innovativi per la pianificazione e la gestione sostenibile delle aree costiere.
«Parchi, verde urbano e coste non sono politiche separate, sono parti della stessa infrastruttura naturale della Sardegna, dalla quale dipendono biodiversità, qualità della vita, sicurezza dei territori e possibilità di uno sviluppo coerente con le caratteristiche dell’Isola», conclude l’assessora Laconi.
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