Dalle Marche alla Sardegna e viceversa: La creatività di Antonio Marras in mostra ad Ascoli Piceno


di Graziella Falaguasta
  Come nel 2023 il mio girovagare estivo mi ha portato ancora una volta dalle Marche alla Sardegna. Quest'anno, però, la combinazione “particolare”, che avvicina ancora di più le due regioni, è la mostra personale di Antonio Marras "Vedere per credere. L’ombra di Cecco", in corso ad Ascoli Piceno fino al 30 ottobre, promossa dal Comune e dall’Associazione Civiltà Picena, curata da Spazio Taverna, che ho visitato nella settimana in cui sono rimasta là. Un’esposizione inaugurata lo scorso 8 marzo, che si configura come una riflessione sia sulla figura di Cecco d’Ascoli, filosofo, astronomo, astrologo e alchimista medievale, sia sulla storia del Forte Malatesta di Ascoli nelle diverse funzioni sviluppate nei secoli di fortezza militare, edificio religioso, carcere e museo multidisciplinare. La mostra è realizzata con il sostegno del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, di Civiltà Picena, dei Musei Civici di Ascoli Piceno e fa parte del progetto Ascoli Contemporaneo XXI, iniziato con la mostra di Enzo Cucchi nel 2024. Si tratta di una rappresentazione artistica della riflessione sia sulla complessa figura di Cecco d’Ascoli, sia sulla storia del Forte Malatesta nelle sue diverse funzioni di fortezza militare, edificio religioso, carcere e museo multidisciplinare, funzione acquisita dal marzo 2014, data che segna la realizzazione del  Museo dell’Alto Medioevo, dove sono esposti preziosi corredi della necropoli longobarda di Castel Trosino (VI – VIII sec.). [caption id="attachment_139124" align="alignnone" width="872"] Forte Malatesta[/caption] Il Forte Malatesta, recentemente restaurato, è una delle architetture fortificate rinascimentali più importanti e spettacolari in Italia e uno dei siti monumentali più affascinanti della città e porta la firma di Antonio Sangallo il Giovane. Baluardo di difesa a un ponte d’ingresso in città in epoca preromana e romana, distrutto e ricostruito più volte, rinforzato nel 1349 diventando un tipico forte medievale che prese il nome di Forte Malatesta, ai primi del ’500, nella fortezza in rovina, fu anche costruito una chiesa di forma dodecagonale dedicata a Santa Maria del Lago, ancora visibile nel corpo centrale della costruzione. Antonio da San Gallo il Giovane nel 1543, su incarico di Papa Paolo III Farnese, ebbe il compito di erigere su quello stesso sito un nuovo forte a forma di stella irregolare. Nel 1828 il Forte fu restaurato e utilizzato fino al 1978 come carcere giudiziario. Ed è qui che entrano in gioco la creatività e la capacità visionaria di Antonio Marras che lasciandosi suggestionare dalla struttura dell’edificio, l’ha reinterpretato nella sua totalità come luogo di ombre, intese come memorie simboliche e fisiche, presenze che legano la figura di Cecco d’Ascoli alla vita reclusa dei prigionieri del carcere, che proiettavano desideri, speranze, ricordi e memorie nei diversi ambienti, dalle celle al cortile, fino allo spazio monumentale della chiesa della Madonna del Lago, ideale punto di arrivo del percorso da lui immaginato.  

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