Dorgali, sabato 29 marzo, presentazione del libro “Lina Merlin. Una storia di confino”


Sabato 29 marzo 2025 presso la Sala Consiliare del Comune di Dorgali si terrà un evento culturale per riscoprire la storia di Lina Merlin, giovane maestra elementare costretta al confino dal regime fascista per aver rifiutato di giurare fedeltà. Un libro, fortemente voluto dall’Associazione Onlus Raichinas e Chimas, che ripercorre il suo esilio a Dorgali, Orune e Nuoro, iniziato nel novembre 1926.

Introduce e coordina: Antonella Fancello, Presidente Raichinas e Chimas.

Saluti istituzionali:

Angela Testone, Sindaca di Dorgali

Giacomo Spissu, Presidente Fondazione di Sardegna

Carlo Delfino, Editore

Interventi:

Vannina Mulas – “L’abbraccio di Dorgali a Lina Merlin”

Anthony Santilli – “Donne antifasciste nelle isole di confino”

Laura Puppato – “Lina Merlin: esempio per i giovani”

Lorenzo Di Biase – “Figure di antifascisti sardi”

Letture a cura di Graziella Sale

 

Il libro edito da Carlo Delfino Editore nel dicembre 2024 si sviluppa in circa 350 pagine che da subito ti cattura perché è un libro che si legge tutto d’un fiato riportandoti in un’Italia dominata dal regime fascista. Racconta le vicissitudini occorse alla giovane Lina Merlin, all’epoca una signorina che svolgeva la professione di insegnante avendone vinto il concorso. Ma il suo essere socialista e, dunque, antifascista, le proibì di giurare fedeltà al regime e pertanto fu licenziata e in seguito confinata in Sardegna, tra Nuoro, Dorgali e Orune.

Il libro è ricco di testimonianze, di documenti di diversi archivi e inoltre riporta gli atti del convegno a lei dedicato che si tenne a Cala Gonone nel giugno del 2023.

È un libro che non può assolutamente mancare nelle biblioteche pubbliche e private e andrebbe presentato in tutte le scuole per far conoscere la figura di Lina Merlin una donna che non si piegò alle angherie del fascismo e che seppe sopportare con la schiena dritta le avversità che dovette subire per il suo essere socialista e antifascista.

Grazie ai componenti dell’Associazione Raichinas e Chimas per contribuire a mantenere viva la memoria dei luoghi e delle persone.

© Riproduzione riservata