Riprendo a scrivere su questo spazio, dopo tempo, perché penso che l’appiattimento culturale e politico sangavinese necessiti di luoghi di dibattito e di divulgazione corretta come questo.
L’ultima competizione elettorale a cui abbiamo assistito, al netto delle analisi del voto, ci deve indurre a più di un ragionamento. Fa riflettere, in primis, che 13 sui 16 candidati che portarono, nel 2019, alla vittoria della lista guidata dall’ormai ex sindaco, Carlo Tomasi, si siano riproposti, suddivisi in tutte e tre le liste. Non basterebbe un trattato sociologico per comprendere quali dinamiche hanno portato a questa scomposizione, dopo cinque anni.
Sono state settimane intense che hanno messo più a dura prova i cittadini che i candidati delle tre compagini che si sono sfidate a colpi di like, selfie, reel e post sui social network. Sembrano parole dal significato vago, ma questa è la politica del nuovo millennio. Una politica fatta più di apparenza, di esibizionismo, che di capacità e competenze concrete. Tutto condito da una comunicazione carente con video autoreferenziali e interviste ai candidati che lanciavano messaggi preconfezionati. Nessuna spontaneità, ma linguaggi inusuali dal sapore falso e artificioso. In un paese di ottomila anime tutto ciò stona un pochino...
Ma la campagna elettorale è finita, non per tutti ovviamente, e con la nomina della nuova Giunta Comunale si apre una stagione nuova per la politica sangavinese. Non amo fare considerazioni in base ai nomi e alla ripartizione delle deleghe. Non nego qualche perplessità legata al metodo scelto, penso però sia prioritario vedere le azioni concrete. Non è la stessa valutazione fatta dagli sconfitti che, dopo anni di amministrazione col metodo “fillus e fillastus”, cercano di rifarsi una verginità e blaterano di meritocrazia.
Dispiace che, ancora una volta, si stia perdendo l’occasione per analizzare nel merito le questioni e le visioni per il nostro paese, che dovrebbero essere illustrate con serietà, all’interno di progetti inclusivi in cui la partecipazione non sia una mera enunciazione di principio.
Potreste dire: allora perché non ti sei candidato tu? Come si sa l’ipotesi c’era, ma purtroppo non c’erano le condizioni per portare avanti un discorso che includesse una reale discontinuità e la condivisione di un metodo serio per il bene di San Gavino. Perciò, insieme ad altre persone di cui ho fiducia e stima e con le quali condividiamo un percorso, abbiamo preso la decisione di tirarci indietro. È una sconfitta? No, la politica non dev’essere funzionale solo ed esclusivamente ad una candidatura e ad un’elezione in un consesso istituzionale, e chi la pensa in questo modo significa che ci ha capito poco o niente. Ne riparleremo tra qualche tempo.
Intanto al nuovo Sindaco, alla Giunta e al nuovo Consiglio Comunale auguri di buon lavoro. Ne avremmo bisogno, tutti.
© Riproduzione riservata