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>È allarme nel Medio Campidano per la crescente disoccupazione, la povertà dilagante e il conseguente spopolamento. Un giovane su due è senza lavoro e sono sempre più gli emigrati che abbandonano il territorio senza poi farvi ritorno. E per questo motivo che le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil del Medio Campidano si sono riunite a San Gavino per discutere della situazione socio-economica del territorio e proporre una piattaforma sindacale di confronto: «Vogliamo - spiegano Gigi Marchionni, Edoardo Bizzarro e Mario Sollai, rispettivamente segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil - coinvolgere direttamente i soggetti rappresentativi del territorio come le autonomie locali, la provincia, le unioni dei Comuni, l’azienda sanitaria locale, il consorzio industriale e le associazioni».

Ora le tre sigle sindacali si incontreranno a breve in un fitto calendario di appuntamenti per affrontare le emergenze di un territorio che è tra più poveri d’Italia. «Ora è necessario - aggiungono i segretari di Cgil, Cisl e Uil - che le istituzioni si attivino per attuare politiche socio-sanitarie capaci di rispondere più adeguatamente ai bisogni della cittadinanza con la richiesta di maggiori servizi alle persone, compresi la formazione e la cultura».
Nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil avvieranno le richieste di incontro alle istituzioni locali con lo scopo di condividere le strategie migliori per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, ripartendo dalla valorizzazione del territorio sfruttandone la forte vocazione agropastorale e le potenzialità turistiche, senza abbassare la guardia sulla difesa di ciò che è rimasto del sistema industriale. «Ogni strategia - concludono i sindacati - non potrà prescindere dal prevedere un sistema infrastrutturale che sia appropriato alle esigenze di mobilità della popolazione e che consenta, insieme a una più generale continuità territoriale, di rendere competitive le produzioni locali per scongiurare quella fuga di giovani che diventerà irreversibile se non si troveranno le soluzioni atte ad impedirla».
Gian Luigi Pittau© Riproduzione riservata