Nei giorni successivi, gli alunni e i docenti delle scuole partner hanno avuto modo di visitare la scuola ospitante, nonché la cittadina sarda, e di partecipare alla festa principale per la comunità, la Festa di Santa Vitalia. Due giornate sono state dedicate alla storia del popolo sardo, grazie alla visita del villaggio nuragico di Barumini e del centro museale dedicato a Giovanni Lilliu, e grazie alla visita della città di Cagliari, con tappa al centro storico e al Museo Archeologico. Inoltre, oltre alle varie attività didattiche organizzate presso la scuola, è stata organizzata una breve visita della “Domu Odilia”, dove è stato possibile visitare la mostra di costumi sardi sugli antichi mestieri delle donne, curata da Romina Tocco, con la collaborazione con l’Associazione “Suona”.
Nella serata di mercoledì 3 ottobre, un “Concerto per l’Europa” ha accolto gli ospiti nel Teatro comunale, evento offerto da alcuni ex alunni e dai professori di strumento e di educazione musicale di Serrenti e di Sanluri, occasione nella quale è stato proiettato anche un cortometraggio realizzato dagli alunni della scuola secondaria di Serrenti, dal titolo “Le 5 parole”, frutto della collaborazione con Mudregu Comunicazione, nell’ambito del Progetto Iscol@. Ha concluso la settimana “Il Party dell’Arrivederci”, organizzato dalle famiglie presso la “Vetrina di Terra Cruda”, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, con la partecipazione della Banda “Giuseppe Verdi” di Serrenti. Una settimana piena quella vissuta dagli studenti dell’Istituto comprensivo di Serrenti e dai loro ospiti, che hanno così avuto modo di conoscere usi, costumi, tradizioni locali, grazie all’incontro organizzato con il gruppo Folkloristico di Serrenti, ma anche di assaggiare i cibi che contraddistinguono la gastronomia sarda. Il progetto proseguirà per i prossimi due anni sia nelle varie scuole singolarmente, attraverso un percorso di Educazione alla cittadinanza e di conoscenza dell’Unione Europea, sia attraverso altre mobilità internazionali, previste nelle scuole della Polonia, Danimarca e Romania, affinché il confronto generato da tali esperienze possa rendere più solida l’identità di questi ragazzi quali “cittadini europei”.
Fabiola Corona
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